Caso Bologna BFC: Il calcio è in uno scaffale del supermarket per “Oil Manager”, solo la nostra passione sportiva può ridare dignità e identità al calcio

“In data odierna Mr Taci ha dichiarato che la trattativa per l’acquisizione dell’80% del Bologna F.C. salta, sono stati esaminati i libri contabili e non si ritiene opportuno concludere la trattativa. Mr Taci ha inoltre dichiarato che è molto interessato ad una squadra di ‘A’ italiana, all’energia, ecc. ecc..”
Grazie Mr Taci per aver preso in giro lo Sport, e che sia ben chiaro lo Sport non è un’industria. Lei vorrebbe collezionare fabbriche italiane, finanziarie e … squadre di calcio, e ha appena fatto un disastro. Il calcio non dovrebbe essere in un qualsiasi scaffale del Supermarket per ‘Oil Manager’, ma questo è un problema italiano, non albanese.
Non ci sarebbero parole per quanto riguarda il ‘caso Bologna calcio’, ma dobbiamo trovarLe, perché i giovani continuino ad amare questo Sport, dobbiamo convincerli che in quell’ambiente non ci sono solo banditi, ma anche persone oneste e sportive. Talvolta, quando vado nelle edicole e domando giornali sul calcio, spesso gli edicolanti mi guardano e dicono con un certo disprezzo:”Noi non teniamo i gionali del calcio.” … Per non parlare dei genitori che evitano di iscrivere i loro figli alle scuole di calcio.

Il problema è che insistiamo a voler abbinare il calcio, uno Sport, ai grandi ‘Tycoon’. Oggi Mr Taci, con il massimo ‘candore’, ha affermato che lui è molto interessato ad una squadra di “A” italiana, ovviamente a quelle che non perdono mai, alle squadre elitarie … altro che libri contabili! Mr Taci punta più in alto, il Bologna è troppo poco per lui. Il ‘Tycoon’ albanese è inoltre interessato all’energia … ma possiamo noi inserire il calcio in uno dei tanti scaffali del Supermarket? Chi vuole lo prende, altrimenti rimane lì, nessun rispetto per spirito sportivo, tradizioni, fattore umano.
Ha detto bene Novella Calligaris, ex campionessa di nuoto, i ‘Mondiali di nuoto’ appena terminati a Roma hanno dato uno schiaffone ad altri sport per quanto riguarda la sportività, e sicuramente Novella intendeva dire: calcio, ma stava parlando alla Televisione e ha preferito, giustamente, non nominare lo sport nazionale. Ma quanto potrà durare la sportività del nuoto? Finché avranno un allenatore come Castagnetti, che ha creato lo squadrone  ancora parecchi anni fa, e si è fatto vedere molto poco, centellinando le interviste, il nuoto resisterà  … guidato da Castagnetti continuerà ad essere il dignitoso Sport che conosciamo, ma senza di lui, chissà? Già gli sponsor sono entrati anche nel nuoto… .
Vorremmo tantissimi personaggi come Castagnetti anche nel calcio, ma uno lo abbiamo avuto: Dino Zoff, lasciando la Nazionale, quando era un allenatore vincente, ci ha fatto capire molto.
Se ancora non lo avessimo compreso, lo diciamo per i supporter più distratti, il calcio è una delle tante industrie che un Manager può considerare convenienti, ma quanto sta accadendo al Bologna calcio ci fa capire che così non si può andare avanti! Calcio e industria non hanno assolutamente nulla in comune!!! E la F.I.G.C. a cosa serve? Sta a guardare? Gli illeciti non vengono puniti, gli allenatori meritevoli sono messi da parte, i talenti calcistici nostrani sono assai trascurati, se qualche supporter si ritrova in uno ‘staterello’ ovvero società sportiva calcistica è ha dei problemi, a chi si rivolge? Noi non vogliamo una F.I.G.C. così inerte, noi non vogliamo riforme che fanno diventare il calcio sempre più ridicolo, desideriamo una F.I.G.C. che abbia il coraggio di riformare radicalmente il calcio e di intervenire in modo determinato quando si creano ‘casi Bologna calcio’, altrimenti la F.I.G.C. non ha ragione di esistere. Sicuramente alla Federazione italiana gioco calcio lavorano tante persone competenti e oneste, ebbene, Vi chiediamo interventi decisi, non è facile, lo sappiamo, ma talvolta si è chiamati a vivere in epoche non facili e a dover prendere delle decisioni. Se siamo credenti, la nostra fede ci dà un magnifico punto di riferimento, che ci può ispirare. Ma forse, in tutta onestà, io posso dire che, oggigiorno,  ho incontrato bravissime persone anche, e soprattutto, tra i non credenti, perché l’etica per tante persone, fortunatamente, non è un optional. Per quanto riguarda i cattolici sta prevalendo il pensiero debole, in particolar modo nei Paesi del benessere, così non è nei Paesi dell’Est, i cattolici sono più coraggiosi da quelle parti. E, dal momento, che stiamo parlando di religione, vorrei inviare un messaggio anche a Blatter:” Non sarà un veloce ‘segno di Croce’ a creare problemi diplomatici e incidenti … se non si vuole che succedano incidenti, e questo dipende dai Dirigenti.” Se vogliamo far sprofondare il calcio sempre di più nel materialismo, allora la linea Blatter è perfettamente logica.
Vorrei ricordare che il 3 ottobre 2009 il Bologna F.C. avrà cento anni, i suoi fondatori erano dei giovani appassionati, mi auguro che questa squadra sia sostenuta anche adesso con la stessa passione. La sportività, può sembrare un paradosso, ma non lo è, sostituisce molto bene il Manager. A buon intenditor … .

Pubblicato su Opinioni. 1 Comment »

A Mr Taci chiediamo lealtà, agli appassionati di calcio grande supporto al Bologna

Il Bologna,  in questo particolare momento, ha un grande

bisogno di essere sostenuto dai bolognesi e da tutti gli appassionati di calcio. Quanto  sarebbe bello fare come a Montmelò, sono andata a verificare di persona, ho intervistato il General Manager dell’autodromo poco tempo fa. Nel 1989 a Montmelò nacque, tra gli appassionati di sport motoristici, l’idea di fare cordata, nel 1991 l’autodromo veniva inaugurato. Montmelò: l’autodromo della gente. Il Bologna F.C.: la squadra della gente. Ci possiamo fidare del manager albanese?”

A Mr Taci chiediamo lealtà, buon senso, amore per il calcio, vero amore per il calcio, innanzi tutto il Bologna F.C., che il 3 ottobre sarà un Team centenario. E’ stato fondato da figure di grande prestigio, come Emilio Arnstein, che veniva dall’est, era boemo, ci auguriamo che ora un altro uomo dell’est, albanese, sappia onorare una squadra di grandi tradizioni e sia entusiasticamente presente al centesimo anniversario”.
Questa richiesta viene rivolta a Mr Taci da un’appassionata di calcio dell’est.

Daniela Asaro Romanoff


Storie di Sport … Associazione Calcio Sommacampagna

Fonte: Associazione Calcio Sommacampagna

L’ Associazione Calcio Sommacampagna nasce la sera di mercoledì 5 ottobre 1960 con una riunione programmata alle 20,30 all’ albergo Al Sole di Piazza Marconi. I colori scelti, dopo un iniziale indugio, sono quelli del gonfalone del Comune, il bianco e il celeste.
Primo presidente è Marino Cordioli che si avvale della collaborazione del vice Dino Maccacaro, del segretario Carlo Bricolo e dei consiglieri Berto Mauri, Sergio Mazzi, Enea Sona, Arturo Dalla Bernardina e Sergio Corbellari. La società si iscrive al campionato veronese di Terza categoria dove esordisce il 13 novembre 1960 a Mozzecane (1-4) con rete della bandiera di Micheli I°. Questa la formazione schierata da mister Franco Olivetti: Cordioli, Quanilli, Ceschi, Carletti II°, Roina, Belligoli, Lamacchi, Rotta, Micheli I°, Leoni, Cordioli. Il difensore Sereno Ceschi, classe 1939, risulta ancora il recordman di presenze nei campionati della storia biancoceleste. Il cammino in Terza categoria prosegue senza infamia né lode tra alti e bassi. Addirittura nella stagione 1964-65 la squadra non viene formata. Nel frattempo alla presidenza si susseguono Berto Mauri, Arturo Dalla Bernardina e lo stesso Marino Cordioli. L’ attività si ravviva nel 1965 con l’ entrata in scena dei cugini del Caselle con i quali si sviluppano derby infuocati.
Nel 1969 il Sommacampagna conquista la promozione in Seconda categoria; presidente è Franco Venturini che in estate lascia il timone a Dino Maccacaro, imprenditore calzaturiero. Nel 1970 questi chiama il panchina il fratello Cesare, che a Catanzaro ha appena terminato l’ esperienza di calciatore professionista. Risulterà un binomio imbattibile che porterà le promozioni in Prima categoria (1971), Promozione (1974) e serie D (1980). Ricordiamo che il campionato di Eccellenza verrà istituito solo nel 1991. Nel frattempo la squadra vince la dodicesima edizione della coppa Italia dilettanti. Questo il cammino nella manifestazione tricolore.

* Primo turno: 5 e 12-9-1977
Sivam Bagnolo (Vr)-Sommacampagna 1-1 e 0-2
* Secondo turno: 21 e 28-9-1977
Sommacampagna-Miranese (Ve) 2-0 e 1-0
* Terzo turno: 2-11 e 26-12-1977
Sommacampagna-Soresinese (Cr) 2-0 e 0-1
* Quarto turno: 15 e 29-1-1978
Fucecchio (Fi)-Sommacampagna 0-1 e 1-1
* Quinto turno: 9 e 25-4-1978
Sommacampagna-Vogherese (Pv) 2-1 e1-0
* Sesto turno: 4 e 11-6-1978
Assisi (Pg)-Sommacampagna 1-1 e 0-0
* Settimo turno: 17 e 24-6-1978
Sommacampagna-Gubbio (Pg) 1-0 e 4-4 (ai r.)
* Finale 1-7-1978: Contarina (Rovigo)-Sommacampagna 0-1
(rete di Begnini al 39’ del primo tempo)

Arriva La Coppa Italia Dilettanti

Il Sommacampagna si era così schierato: Bertucco, Dusi, Giacomelli, Zanini (Sbampato dal 36’ del primo tempo), Perazzini, Minucelli Talibov, Benedetti, Begnini, Cherubini, Ferrais. All. Cesare Maccacaro.

Arbitro Claudio Caprini di Perugia; guardalinee Werther Cornieti di Forlì (poi diventato arbitro di serie A) e Paolo Fusaroli di Cesena.

Il Sommacampagna resta in serie D sino al 1985. Poi l’ inesorabile discesa (il campionato d’ Eccellenza, come detto, non esisteva ancora) con la retrocessione nel 1987 in Prima categoria. I fratelli Maccacaro nell’ estate 1990, pur disposti a donare la categoria, non trovano successori e lasciano il campo. Lino Bertolaso, proprietario di un’ officina, si prende a cura fino al 1998 delle sorti della società nel frattempo ripartita dalla Terza categoria. Nel 1996 arriva la promozione in Seconda mentre nell’ estate 1999 si ritorna in Terza categoria. Il neo presidente Gianfranco Bernardi è intenzionato a riportare a Sommacampagna i fasti di un tempo e in otto stagioni, dal 2000 al 2008, da al paese con la serie D, la massima categoria dilettantistica nazionale: ripescaggio nel 2000 in Seconda categoria per meriti sportivi; fusione nel 2003 col Pastrengo, passaggio in Prima categoria e abbreviazione della denominazione in Somma; vittoria nel proprio girone di Prima categoria nel 2006; terzo posto ai play off nel 2007 e ammissione in Eccellenza. Vittoria nel proprio girone di Eccellenza e promozione in serie D.

Organico Societario Eccellenza 2009 – 2010

Presidente: Gianfranco Cico Bernardi
Vice: Giampietro Birolli
Team manager:  Roberto Zantedeschi
Direttore Sportivo:  Ettore Paolini
Segretario:  Gabriele Tessari
Addetto terna arbitrale:  Silvano Pettenon
Staff Tecnico
Allenatore:  Emanuele Carlassara
Direttore Tecnico:  Filippo Damini
Preparatore Atletico:  Michele Zanella
Allenatore Portieri: Matteo Lucchese
Massaggiatore:  Pietro Zambrotta
Recupero Infortunati: Rodolfo Isone
Accompagnatore Ufficiale:  Ilario Pighi.

Storie di Sport … Solbiatese Arno Calcio

Fonte: sito web Solbiatese Arno Calcio
Autore: Gabriele Voltolin

Nome:  Solbiatese Arno Calcio Srl
Colori sociali: Nero – Azzurro – Arancione
Indirizzo: Via per Oggiona, 1
21048 Solbiate Arno VA
Telefono: 0331 991444
Fax: 0331 997759
E-Mail:     solbiatesecalcio@alice.it
E-Mail Settore Giovanile:     solbiatesecalciosg@alice.it
Campo principale:     “F. Chinetti” – Via per Oggiona, 1
Solbiate Arno

La storia
La Solbiatese ha radici molto lontane: la sua fondazione risale addirittura al 1911 quando Mario Duchini, Emilio Riganti, Giacomo Macchi e Angelo Prevosti “portarono” il calcio a Solbiate Arno. Il  primo allenatore fu Mario Chinetti, suo il merito di aver organizzato una vera squadra che disputò il suo primo vero campionato ufficiale nel 1928-29. Per una decina d’anni il grande divertimento domenicale dei solbiatesi era assicurato ma con l’esplosione della grande guerra finisce anche il gioco. Sei lunghi anni di “astinenza” dal calcio e poi, finalmente nel 1946 si ricomincia a parlare di football. La Solbiatese milita in Prima Divisione,  poi nel 1955 con Danilo Carabelli alla presidenza ed un vero impianto sportivo dotato di spogliatoi e  di tribune ecco il salto in Eccellenza.
Da questo momento in poi  comincia l’avventura nel calcio che conta di una società che si farà conoscere in tutta Italia e anche all’estero.  Il vero e unico scopo di Danilo e del cugino Cesare Carabelli (uomo dalle mille risorse e grande scopritore di talenti) è quello di  valorizzare i tantissimi giovani che vestiranno la casacca  neroazzurra e di…lanciarli nelle categorie superiori. Operazione che riuscirà alla perfezione se pensiamo ai tantissimi giocatori che,  partendo o transitando da Solbiate hanno trovato gloria e, perché no, soldi in serie A e addirittura hanno vestito la casacca delle varie nazionali. Alcuni nomi?
Iniziamo con Angelo Anquilletti (Atalanta e poi Milan), Giorgio Azzimonti (Alessandria e Lecco),  Giuseppe Tamborini (Sampdoria, Roma, Varese),  Giuseppe Bacher (Lecco e Mantova), Giampaolo Incerti (Lecco, Atalanta e Arezzo), Ivan Bertuolo (Atalanta, Palermo, Mantova e Pescara), Roberto Prini e Aurelio Galli entrambi al Bologna, Roberto Rigotto (Reggina, Atalanta, Livorno e Genoa), Benvenuto Vergani (Atalanta e Arezzo), Loris Boni (Sampdoria, Roma, Pescara e Cremonese), Giovanni Quadri (Torino, Ascoli, Taranto e Pisa), Bruno Beatrice scomparso prematuramente (Arezzo, Ternana, Fiorentina, Cesena e Taranto), Gianfranco Bellotto (Reggina, Brescia, Modena, Ascoli e Sampdoria), Domenico Volpati (Reggiana, Como, Monza, Torino, Brescia, Verona campione d’Italia 1984/85).  E ancora: Ugo Tosetto (Monza, Milan, Avellino, Vicenza), Luca Birigozzi (Ternana, Roma, Pisa, Sambenedettese) e negli anni novanta: Amedeo Mangone che in seguito ha militato con  Bari, Bologna, Roma, Parma, Brescia e Piacenza; Emanuele Brioschi (Bari, Venezia, Bologna), Roberto Maltagliati (Parma, Torino, Piacenza, Ancona, Cagliari). Da Solbiate è partito anche un giovanissomo Alessandro Pistone, passato poi all’Inter, al Venezia  per finire nel campionato Inglese; Stefano Guidoni dalla Solbiatese al Monza, Avellino, Cosenza, Perugia, Reggiana, Verona, in A con il Perugia, poi ancora Salernitana, Cosenza, Palermo e Venezia.
Oscar Brevi diventa professionista a Solbiate e inizia una nuova carriera alle soglie dei trentanni: Como, Ascoli e Torino nel suo futuro. Federico Crovari  dopo una stagione in Valdarno veste le maglie di Lazio, Treviso e Vicenza. Fabio Rustico dalla Primavera dell’Atalanta, un’ottimo campionato di C2 ed il ritorno tra i neroazzurri orobici in B e A. Mirko Poloni  arriva anch’egli dall’Atalanta e poi tutta una carriera all’Albinoleffe. Andrea Soncin debutta sedicenne in C2, passa poi al Venezia, ritorna a Solbiate,  milita poi in serie A con il Perugia, in B con la Fiorentina e l’Atalanta.  Ci sono stati anche parecchi atleti giunti in Vandarno in età matura o addirittura quasi al  termine della carriera: Narciso Pezzotti, diventato in seguito allenatore,  per anni vice Boskov sia alla Samp che alla Roma e vice Lippi alla Juventus, all’Inter e in Nazionale; l’ex  interista (e milanista) Nazzareno Canuti; Pat Sala (ex Toro, Fiorentina e Nazionale); Bruno Limido varesino doc ex Varese, Avellino, Juventus, Atalanta e Bologna, Lecce; Massimo Rovellini, giovanissimo in A con il Cagliari; ancora un ex interista, Leonardo Occhipinti, mentre Alberto Cambiaghi aveva giocato nella Primavera del Milan e nel Messina; Rodolfo Vanoli, Lecce e Udinese in serie A.
Un capitolo a parte riguarda gli allenatori e i dirigenti che hanno lavorato in Valdarno. L’inizio è d’obbligo per Tino Molina, allenatore solbiatese purosangue, aveva lasciato l’Italia durante la 2a guerra mondiale; sotto le armi si ritrovò in Francia dove rimase anche dopo la fine del conflitto e da giocatore (oltre a quella del Varese) vestì le casacche di Tolone e Montpellier. Quindi intraprese la carriera di allenatore prima nel Martignes e poi a Carpentras e infine a Grenoble prima di…rimpatriare! Nella stagione 1968/69 per sostituire il partente Molina ecco un grande ex centrocampista dell’Inter, Osvaldo Fattori. Nel 1973/74 inizia la carriera di allenatore un altro Osvaldo: Bagnoli. Ma avrà poca fortuna nella sua prima esperienza in panchina. Esonerato a campionato in corso verrà sostituito da Angelo Franzosi. Molto più fortunato il suo cammino in seguito: promozioni  varie ed uno scudetto con il Verona sono il  fiore all’occhiello di una lunga e valida carriera. Altro tecnico che da giocatore ha militato in serie A (Padova e Fiorentina) è Dino Rogora seguito Enea Masiero (ex Inter e Sampdoria) e da un altro “grande” del passato: Pierino Prati goleador di Milan e Roma.

Un capitolo a parte va dedicato sicuramente ad Augusto Bonetti che, terminato il lungo regno dei  Carabelli, assume la difficile carica di presidente della Solbiatese e per un lustro riesce a mantenere alto il blasone dei neroazzurri.

1979/80: Augusto Bonetti nuovo Presidente della Solbiatese
Al termine della stagione 1978/79, culminata con un rocambolesco finale che aveva visto l’ex giocatore Tommaso Rossi sostituire Enea Masiero, Danilo Carabelli dopo 23 anni  lascia la poltrona di presidente del sodalizio neroazzurro. Anche il cugino “factotum” Cesare Carabelli, che già in passato aveva  manifestato l’intenzione di mollare per stanchezza, questa volta è di parola e la Solbia rischia di non iscriversi al torneo di serie D bensì ad uno di categoria inferiore. E così dopo un’estate “tribolata” che vede al lavoro solo il trio Bonetti-Cassani-Descrovi, i tifosi solbiatesi tirano finalmente un grosso sospiro di sollievo quando dalla sede di via per Oggiona viene comunicato che è stato raggiunto un accordo per far ripartire la “Solbia” dalla IV Serie con Augusto (Tino per tutti) Bonetti, titolare del Calzificio Soldoro, successore di Danilo Carabelli, Ferdinando Cassani suo vice e Angelo Descrovi segretario. Inizia così una nuova era: dopo i trionfi targati Carabelli ecco il ciclo Bonetti che, ovviamente, spera di ripetere le gesta del suo predecessore. Impresa ardua, se non impossibile ma Bonetti ed il suo team credono in questo progetto e nel lustro –tanto è durata la presidenza Bonetti- che andiamo a presentare non mancano certo le soddisfazioni come un 2° ed un 5° posto, piazzamenti più che onorevoli e finalmente il “lancio” in prima squadra di parecchi ragazzi solbiatesi provenienti dall’oratorio S.Maurizio.
Siamo dunque nell’immediata vigilia di un nuovo campionato, c’è la società ma restano ancora da definire la rosa della squadra e soprattutto manca l’allenatore. “Partiremo con Tom Rossi –dice Bonetti- poi vedremo…In effetti dopo alcuni giorni viene subito trovato l’accordo con Giorgio Maestroni richiamato dunque in Valdarno dopo tre stagioni e Rossi sarà il suo braccio destro. Uomo simbolo della squadra invece è il “vecio” ma intramontabile Luciano Fiorin di ritorno da una esperienza poco felice nel Vigevano. A completare i quadri troviamo: Resentini (34 presenze), Severgnini (33, -34), Garagiola (31, 2), Marchesi (30,1), Vanetti (30), Zanotti (29, 13), Pedone (25, 7), Colombo (24, 2), Fontana (22, 1), Mosele (21, 6),Binelli (21), Fiorin (17), Picchioldi (16, 1), Marchese (15, 1) e Bianchi (15), Giani (9), Alfio Filosofi (4), 18enne ceduto a ottobre al Bologna, Leva (2), Forina e Battaini (1) mentre i giovani Burbello e Galbersanini vantano una presenza in panchina. La stagione non si è rivelata delle migliori: i neroazzurri pur giocando un buon calcio raccolgono davvero poco. Al giro di boa navigano sul fondo della graduatoria, poi un’impennata d’orgoglio nelle ultime gare li fa risalire addirittura all’11° posto in compagnia di Saronno e Pro Tolmezzo con 32 punti, frutto di 10 vittorie, 12 pareggi e altrettante sconfitte.

1980/81
Con l’ottimo finale di stagione Giorgio Maestroni si è meritato la riconferma da parte del pres. Bonetti anche per il torneo 1980/81, un campionato che il sodalizio neroazzurro vorrebbe far suo in quanto a Solbiate Arno si è ricominciato a parlare con fiducia di serie C2. E così Bonetti, Cassani e Descrovi (sempre coadiuvati dal fedelissimo Rino Buzzi) hanno operato alacremente per allestire una formazione competitiva. Il prossimo sarà un torneo “atipico” in quanto non ci saranno retrocessioni mentre saranno promosse tra i professionisti le prime due classificate. Tutto questo perché dal campionato 1981/82  in base alla ristrutturazione dei campionati la Quarta Serie non sarà più considerata nei “Semipro” bensì Dilettanti. Altra novità riguarda le sostituzioni: se ne possono effettuare due anziché una soltanto. Volti nuovi? Parecchi: il portiere Realini dal Varese, i difensori Scodellaro e Bighiani (dal Varese e dal Novara) ed il libero Diolosà dal Borgomanero. A centrocampo ecco Zoppei (Aurora Desio), Mambretti (Legnano) e Tonini (Novara). Per l’attacco: Fiore (Varese) cercherà di “rubare” una maglia a Zanotti e Mosele. Sono rimasti in Valdarno anche il portiere Forina, i difensori Resentini, Bianchi, Giani, Garagiola, Vanetti e Bianchi e i centrocampisti Fontana e Pedone. Tommaso Rossi affianca ancora mister Maestroni mentre il “solbiatese” Ciro Improta funge da preparatore atletico. Solbiatese inserita ancora nel girone B dove troviamo sei nuove avversarie: A.Desio, Bolzano, Lonato, Sacilese, V.Boccaleone e Opitergina. E’ la stagione del lancio in prima squadra di alcuni giovani promettenti solbiatesi “doc”. Il primo a esordire è Davide Buzzi (nipote di Rino ndr), più avanti troveremo anche Carlo Buzzi, Moreno Bertoli, Valeriano Colombo, Fabrizio Mazzonetto, Marco Santoro e Sandro Sottocorno. La stagione neroazzurra non sarà di prim’ordine: si chiude con un deludente 12° posto, appaiata alla Sacilese con solo 31 punti (12 vittorie, 7 pareggi e ben 15 sconfitte. Gol fatti 32, subiti 40. Nessun giocatore risulta sempre presente, il più impiegato è Adriano Mosele (32, 11), seguito con 31 da Zanotti (14 gol), Vanetti (1gol) e Garagiola; con 30 ecco Fontana (1gol); 29 per Realini; 22 Bighiani; 20 Lupone;  19 Diolosà, Tonini e Pedone; 17 Scodellaro e Fiore (1gol); 16 Resentini;  15 Zoppei (2 gol); 13 Mambretti, Sgarbi e Giani (1gol); 5 Forina; 2 presenze per Bianchi, Davide Buzzi , Mentasti (1 gol), Iorio e Zoni infine una sola gara per Viviani, Innocenti e Sottocorno. Convocazione e panchina per Fonna, Menon e Santoro.

1981/82
Si riparte dall’Interregionale e dopo il congedo di mister Maestroni ecco arrivare in Valdarno Giuseppe Longoni ex terzino di Cagliari e Fiorentina. Parecchi i nuovi arrivi in casa neroazzurra che sostituiscono i tanti partenti: Realini, Giani, Pedone, Zoppei, Lupone, Tonini, Mambretti e soprattutto Zanotti passato al Novara. Al loro posto: Gatto (Varese), Centofante (A.Desio), Bogani (Lecco), il giovane portiere Braglia dal Como, Colombo dall’Inter. I riconfermati sono: Garagiola, Diolosà, Bighiani, Fontana, Mosele, Fiore, Vanetti e Scodellaro. Dalla Berretti è promosso in prima squadra Mentasti e a completare la rosa i giovani Calì ed Elevi, due attaccanti. Il nuovo torneo scatta il 20 settembre ’81. E’ un pianeta con ben 192 società suddivise in 12 gironi da 16 squadre ciascuno e sostituisce la vecchia Serie D. La prima classificata di ogni singolo girone avrà diritto a chiedere l’ammissione alla C2, le ultime tre retrocederanno nel Campionato Regionale di Promozione. La Solbiatese conclude con un prestigioso 2° posto (35 punti come la Romanese) a sei lunghezze dall’Ospitaletto promosso in C2. Finalmente  neroazzurri hanno mostrato carattere e personalità dopo alcune stagioni non certo esaltanti. Grande merito va a mister Longoni che ha saputo “ricostruire” alcuni giocatori importanti (vedi Felice Garagiola ndr). E come non citare cap. Fontana e soprattutto quell’autentico mattatore del reparto avanzato che risponde al nome di Massimo Centofante. Ma il secondo posto è anche merito della perfetta regia di dirigenti come Tino Bonetti, Ferdinando Cassani, Angelo Descrovi, Angelo Ciocchini, Biagio Gallivanone e Giorgio Frattini, scomparso purtroppo poco più che trentenne. Il portiere Braglia (30 presenze come Bighiani (3 gol)  e Fontana, i sempre presenti) è risultato il vero protagonista non solo della Solbiatese ma dell’intero girone. 28 le partite disputate dal trio: Scodellaro, Colombo e Garagiola (6 reti); 26 e 1 gol per Vanetti, 25 e ben 9 gol (cannoniere della formazione) per Centofante, 24 (1 gol) Fiore, 23 con 8 reti per Mosele, 22 Bogani, 20 e 3 gol Calì, 17 Diolosà, 14 Mentasti, 6 Elevi, 4 Gatto e Castiglioni, mentre per Rossi e Marciante una sola presenza. Notizia clamorosa dopo una decina di giorni dalla conclusione del torneo: Solbiatese ripescata in C2? Sembra che alcune società promosse tra i professionisti non dispongano dei requisiti  necessari (strutture, impianti e solidità economica) e quindi si è “liberato” un posto. Verrà premiato il glorioso passato della Solbiatese presente in Serie C negli anni ‘60/70? Bonetti e soci non dormono la notte, ma poi declinano gentilmente l’offerta e si rimane in Interregionale. Saggiamente!

1982/83
La Solbiatese riparte con decisione alla caccia della C2, dal solito girone “B” e con il riconfermatissimo mister Pino Longoni. Il via vai dei giocatori riguarda il portiere Braglia rientrato alla casa madre Como e subito girato al Legnano, cap. Fontana che ha scelto la Cairatese, il difensore Zoni ceduto al Verbano mentre Elevi rimette la casacca del Novara e Sgarbi quella della Vergiatese. Alla voce arrivi registriamo: i portieri Cappelletti dal Como e Brovelli dal Varese e pure Vanoli –terzino-mediano- giunge dalla formazione del capoluogo. Dalla città del carroccio ecco il lilla Bottoni, centrocampista 18enne; dall’Asso Oggiona il jolly Pozzi e dl Vittoria, formazione siciliana di C2 l’attaccante Prossimo che verrà utilizzato col contagocce. Le conferme riguardano: Bogani, Vanetti, Mentasti, Bighiani, Scodellaro, Fiore, ovviamente Centofante, Mosele, Garagiola, Colombo, Fiore, Calì e Castiglioni. Insomma, una gran bella rosa in grado di ben figurare e dare tante soddisfazione al pres. Bonetti, ai suoi collaboratori e ai tanti supporters dell’intera Valdarno. La Solbia però non riesce a bissare lo splendido 2° posto dell’annata precedente ed è davvero un peccato mortale in quanto nel solo girone di ritorno ha messo in cascina la bellezza di 20 punti (sui 30 disponibili ndr): avessero avuto lo stesso rendimento anche nella prima parte della stagione la Solbiatese si sarebbe aggiudicata la C2 con un punto di vantaggio sulla Brembillese che ha concluso a quota 39. Parlando di numeri vanno segnalati sicuramente i 47 gol realizzati (miglior attacco), 22 dei quali messi a segno dal solo Adriano Mosele, capocannoniere non solo della Solbia  e  del girone ma dell’intero Interregionale. Un solo traguardo è sfuggito ai ragazzi di mister Longoni: 13 vittorie complessive contro le 14 della Brembillese. Questo il consuntivo tecnico di una squadra che ha chiuso al 5° posto a 5 lunghezze dalla capolista ma che sta per perdere tutti i suoi pezzi da novanta richiestissimi sul mercato. Il primo a salutare la Valdarno sarà proprio il tecnico Longoni che accetta la corte serrata dell’Abbiategrasso mentre bomber Mosele vestirà la casacca del Leffe. Il portiere Cappelletti passa al Vigevano mentre per Vanoli e Fiore sono molteplici le richieste da formazioni di C2. Anche Mentasti parte per Pesaro…a militare! Sono 23 i giocatori schierati da Longoni  col solo Fiore (30, 8) sempre presente, segue Cappelletti (29), Scodellaro (28) come Garagiola (4 gol), Antonio Colombo (26, 2) e Centofante (26, 4), Mentasti (25), Mosele (24 e 22 reti, che media!), Vanoli (23, 1), Vanetti (19), Bighiani (18), Bogani (17), Bottoni (15, 3), Giuseppe Colombo (9), Zaro (7, 1), Castiglioni e Pozzi (6), Resentini (5), Calì (4), Prossimo (2), infine Brovelli, Pucciarelli e Zoni (1).

1983/84
Con questa stagione termina l’avventura neroazzurra di Tino Bonetti: 11° posto, con Ernesto Sommaruga allenatore. Un campionato senza infamia e neppure lode al termine del quale Bonetti passa la mano a Dino Aliprandi.
Luciano Zecchini (ex giocatore di Brescia, Torino, Milan, Sampdoria e Perugia) nell’annata 1993/94 prende il posto di mister Campagna a metà stagione mentre nel 1996/97 il neo presidente Enrico Giudice assume l’ex interista Carlo Muraro ma la sua guida tecnica dura solo per 9 gare. Motivo: il figlio del presidente, Emiliano è poco impiegato dal tecnico padovano e quindi…
A Solbiate iniziano la carriera di General Manager: Lele Oriali e Ottorino Piotti e quella di preparatore dei portieri il grande Ivano Bordon.  Concludiamo con alcuni figli d’arte: Pasquale Sensibile, il papà Aldo militò nella Roma, nel Lecco e nel Brindisi  e  Oscar Damiani jr (il padre girò l’Italia con le maglie di Vicenza, Napoli, Juventus, Genoa, Milan e Lazio giunsero a Solbiate nel 1995/96 mentre Andrea Morini (figlio di Giorgio ex  Varese,  Roma e Milan) arriva nel 1997/98 e il centravanti Castellini figlio di  «giaguaro» Luciano (una vita da portiere nel Torino) nel 1999/2000. Infine due simpatiche  note di…colore: Simon Barjie è il primo giocatore di colore a vestire il neroazzurro (stagione 1996/97) e Marco Dallo 17 anni, fa il suo esordio in C2 (1993/94): lui è solbiatese doc! E qui possiamo terminare il breve riassunto della SOLBIATESE che, tra mille peripezie conclude la sua avventura al termine della stagione 1999/2000 nel campionato di Eccellenza. Praticamente da dove eravamo partiti…

Stagione 2000/2001
La prima estate del nuovo millennio è bollente e non solo metereologicamente… La Solbiatese ha rischiato l’ennesima retrocessione, la quarta consecutiva, ma in extremis si è salvata. Non si salva invece il presidente D’Agata che abbandona la barca che affonda sempre più e così la gloriosa e mitica Solbiatese rischia di scomparire dagli almanacchi del calcio. Le voci  più strane si  susseguono e la più ricorrente parla di fusione con il Varese. Per Solbiate sarebbe una… tragedia! Fortunatamente in suo soccorso arriva un giovane intraprendente imprenditore solbiatese: Oreste Battiston ex giocatore nonché presidente della seconda società locale, l’ARNO CALCIO che milita con successo in Prima Categoria. Il suo è un vero e proprio lampo di genio: “fondere” le due società  trasferendo il titolo sportivo della «vecchia» Solbiatese all’Arno Calcio. E così nasce la SOLBIATESE ARNO CALCIO iscritta d’ufficio al campionato d’Eccellenza.
Battiston per prima cosa fa piazza pulita e poi chiama a sé gli amici veri, Angelo Rosio tanto per intenderci uno che non si tira mai indietro, anzi! Come seconda mossa assume un nuovo tecnico, l’emergente Ligato chiamato a dirigere un manipolo di ragazzotti desiderosi di ben figurare in un campionato a loro sconosciuto. L’idea iniziale (non molto felice per la verità) fu quella di riconfermare quasi in blocco l’intelaiatura dell’annata precedente più ovviamente qualche innesto da effettuare anche in corso d’opera.  Le prime quattro gare equivalgono ad altrettante sconfitte, mister Ligato vede la sua stagione già compromessa e viene avvicendato da Piraccini.  Il quale non potendo fare miracoli si arrangia con quello che passa il…convento. Alla fine verrano utilizzati -con scarsa fortuna- ben 49 giocatori, la Solbiatese Arno Calcio concluderà al 16° posto che equivale a retrocessione in Promozione. Questi i numeri della stagione: 4 vittorie, 10 pareggi e 16 sconfitte; 24 reti all’attivo (Russo e Mascheroni con 7 centri ciascuno sono i cannonieri), 43 quelle terminate alle spalle dei portieri Amonini e Trezza.  Ligato e Piraccini hanno schierato: Amonini, Iaria, Rasini, Pezzano, Dallo, Tosetto (figlio di Ugo), Soragna, Salvador, Volpi, Strazzari, Felisatti, Basso, Cattaneo, Peron, Marangon, Zibetti, Broggini, Fortunato, Rubino, Sogliana, Casaroli, Barichello, Veronesi, Juretigh, Pungitore, Brambilla, R. Rabolli, L. Rabolli, Trezza, Brera, Fiorin, Mozzoni, Ceci, Pessoz, Russo, Mascheroni, Chouni, Stefani, Bosoni, Iaderosa, Chiovini, Tessari, Rasile, Cuomi, Rasulo, Panzeri, Ricciardi, Aldreghetti, Del Monaco.
Stagione 2001/02
L’annata che segue verrà ricordata come una stagione memorabile, irripetibile: una cavalcata trionfale che riporta i ragazzi dell’ambizioso presidente Battiston in Eccellenza.  Mister Piraccini e la quasi  totalità della rosa della stagione precedente hanno lasciato la Valdarno. In panchina è giunto una vecchia gloria del calcio nazionale: Luigi Pogliana ex terzino del Napoli per oltre un decennio. 78 punti frutto di 25 vittorie, 3 pareggi  e solo 2 le sconfitte; 99 reti (la n° 100 fallita dal dischetto nell’ultima giornata) 29 delle quali realizzate da Jonatan Dainese (capocannoniere del girone), 18 in 15 gare da Jari Giobbi che per  un brutto infortunio ha dovuto rinunciare all’intero girone di ritorno, 17 reti per l’altra punta Barassi e 8 per Petrone giunto per sopperire all’assenza di Giobbi. 30 i giocatori utilizzati, eccoli: Brera, Soragna, Felisatti, Trezza, Tosetto, Chouni, Bosoni e Del Monaco i riconfermati, quindi i nuovi Borghese (figlio del grande Leo affermatosi con i colori neroazzurri a cavallo degli anno 60/70) Damo, Piazza, Rossini, Ghionna, Saltarelli, Piazzi, Barassi,  Dainese, Giobbi, Bellavia, Martinelli, Mele, Croci, Marchese, Pasquot (3° portiere), Calcagni, Vietto, Formaini, Mazzucca, Petrone e Comi.  Solbiatese Arno Calcio che stravince dunque il campionato e che per molti addetti ai lavori avrebbe i numeri per ben figurare anche in Eccellenza.
.
Stagione 2002/03
E come dar loro torto… Il duo Battiston-Franzi con la sapiente regia di Salvatore Marotta in due stagioni ha rimesso le ali ad una società giovane ed entusiasta che non ha nessuna intenzione di fermarsi.  Gigi Pogliana nonostante il vittorioso torneo non viene riconfermato. Al suo posto ecco Corrado Cotta da Villaguardia che saprà guidare il suo gruppo ad una seconda entusiasmante promozione in serie D.  La sicurezza matematica del nuovo salto di categoria avviene con una giornata d’anticipo e la classifica finale vede: Solbiatese A.C. 64, Casteggio 63. Un solo punto dunque a dividere le due contendenti  che per tutta la stagione hanno duellato anche con il Mariano per la testa della classifica.

Miglior attacco con 55 reti (27 realizzate da Massimo Marsich cannoniere principe del girone) e solo 23 reti subite (miglior difesa); 19 successi (a pari merito con il Casteggio), 7 pareggi e altro piccolo record, solo 4 battute d’arresto. Sono ben 39 i giocatori utilizzati da mister Cotta: Damo, Saltarelli,  Rossini, Felisatti, Dainese (trasferitosi dopo poche gare al Sangimignano), Brera e Jari Giobbi (disponibile solo dalla 15a giornata)  i riconfermati, i volti nuovi sono: il portiere Berretta, Salierno, Brivio, Marsich (friulano, giramondo proveniente dal Foggia), Ranoia, Mascheroni, De Paola, Sinatra, Russo, Massara, Mozzoni (trasferitosi in seguito al Venegono), Beretta, Borrella, Brunetti, Landonio e Macchi (giocatori di grande esperienza), Finazzi, Veneruz, Previtali, Jout, Ahmedi, Colosi, Aliotta, Borella, Ghiringhelli, Cirillo, Belluzzo, Escalante, Modica, Foieni, Slongo ed il giovanissimo 3° portiere Di Cara.
.
Stagione 2003/04
Corrado Cotta, artefice del salto in serie D viene riconfermato e con lui: Marsich, Macchi, Aliotta, Damo, cap. Ranoia, A.Borella, Saltarelli, Finazzi ed i giovanissimi Escalante, Slongo e G.Beretta che alla fine avranno la soddisfazione dell’esordio nel CND.  A Solbiate nessuno chiede a mister Cotta l’ennesimo miracolo: una squadra che diverta ed una salvezza raggiunta senza sofferenze può bastare,  per il momento. Servono comunque rinforzi, eccoli: Russo e Spanu a contendersi un posto tra i pali; Amoroso, Berardo (prelevato in corsa dal Brescello), Di Corato, Santoni (dalla Samp) e Testa per la difesa. A centrocampo: Borrelli, l’estroso algerino Bouziane (già una presenza in A con la Samp), l’esperto Ferraresso (ex Varese e Legnano) ed un gradito ritorno: Lorenzo Calvio, in C2 nel 1993/94, poi Pro Patria, Castel di Sangro, Saronno e Pordenone prima di rivestirsi di neroazzurro. In attacco: Moretti, Cavallo, Galbusera, Sala ed il sempre valido Lorenzo Buzzetti. Completeranno l’organico: Aresi (5 presenze), A.Beretta (3), Frigerio (3° portiere con 2 presenze), Lupi (1). In panchina ma mai schierati i giovanissimi: Viola (portiere), Guazzoni, Ciambelli e Pirina per un totale di 35 giocatori. Campionato difficile che la Solbiatese A.C. ha saputo ben interpretare concludendo con un onorevole 9° posto a pari merito con Nuova Albano e Città di Lecco, totalizzando 10 vittorie, 13 pareggi e 11 sconfitte. 42 i gol all’attivo, 44 al passivo. Massimo Marsich con 14 centri (5 rig) è il miglior realizzatore neroazzurro per la seconda stagione consecutiva, mentre a quota 6 troviamo Buzzetti e Ranoia. Da segnalare le 34 presenze di Marsich, unico sempre presente, come la stagione precedente!
.
Stagione 2004/2005
Sarà ancora mister Cotta a sedere sulla panchina  neroazzurra per il secondo anno di seguito di Serie D e la voglia di migliorare quel nono posto finale è tanta. Ma non sarà per nulla facile, anzi…Solbiatese quasi tutta rinnovata dal valente D.G. Giacomo Diciannove, anch’egli riconfermatissimo dal presidente Battiston. Del torneo scorso sono rimasti davvero in pochi: l’insostituibile Marsich, cap. Ranoia, Finazzi, Spanu, Di  Cara, i due Beretta (Andrea e Giovanni) ed il giovane Ciambelli che avrà una sola panchina (come nella  passata stagione). I nuovi arrivi sono: Puntelli (lascerà quasi subito la Valdarno per approdare all’Imperia),  Pelusi (anch’egli ceduto a gennaio), Manzotti, Presotto, l’anziano ma sempre valido Lavelli (classe ’69 ex Seregno), G.Luca Saramin da Fagnano Olona, Chiaia, Della Cristina, Alfani e Borrella. Quindi qualche presenza per Carnaghi, Melis, Famulari, Moffa, Vittori, Jolicic.  Giunti a campionato in corso il difensore classe ’73 Stefano Di Gioia dal Lecco e l’attaccante D’Accardio dal Venegono, oltre a Modica dal Crevalcore e Sciannimanico dal Riccione, Tino e Angelotti dalla Primavera del Como. Solbiatese altalenante per tutto il torneo, cala molto nella fase finale e finisce col dover…prolungare la stagione. Questi i verdetti al termine della stagione regolare: Canzese promossa in C2 (rinuncerà a favore del Lecco),  Venegono e Pro Lissone retrocesse in Eccellenza mentre Sparta-Castellettese e Solbiatese-Robbio vanno ai  play-out per la permanenza in D.

La Castellettese guidata nel finale di stagione da mister Tufano avrà la meglio nel derby con lo Sparta e la Solbiatese grazie ad un rotondo 3-0 firmato da Marsich (doppietta) e Finazzi  nella gara d’andata mette al sicuro risultato e salvezza per la gara due terminata sul 2-1 (Finazzi per la Solbia) per la formazione di Natalino Fossati costretta alla resa e quindi all’Eccellenza. Cotta, raggiunta la permanenza in serie D sembra giunto al capolinea. A Solbiate ha ben lavorato per tre stagioni ottenendo una promozione, un tranquillo 9° posto ed una salvezza al play-out al termine di una stagione in cui l’obiettivo richiesto era una salvezza anticipata. Forse questo è il momento giusto per cambiare aria anche per il bravo Corrado al quale la Solbiatese ed i suoi tifosi diranno sempre: grazie! E così è stato.
.
Stagione 2005/2006
Il prescelto per sostituire Corrado Cotta è l’altro mister “coinvolto” nei salvataggi post stagione, ossia quel Felice Tufano che nella parte finale di stagione aveva assunto la direzione della Castellettese (9 gare, 4 vinte, 3 pareggiate e 2 perse) al posto dell’esonerato Giuseppe Fornara. Bresciano d’origine è ormai savonese d’adozione, risiede infatti ad Albissola e a Solbiate Arno, come spiegherà egli stesso al momento del raduno, arriva con tanto entusiasmo e con l’intento di riportare i neroazzurri ai fasti di un tempo. Giacomo Diciannove, Davide Raineri e gli altri collaborori si fanno in quattro per ricostruire una nuova Solbiatese da mettere a disposizione del nuovo tecnico: regolamento che impone l’utilizzo contemporaneo di quattro juniores, giocatori che intendono cambiare aria è necessario quindi darsi da fare per allestire una rosa competitiva.

I volti nuovi sono davvero tanti: il portiere Andrea Bosonotto (’85) dalla Cossatese, dalla Castellettese Tufano porta in “dote” i difensori Alessandro Albizzati (’86) e Andrea Musolino (’87), il centrocamista Fabiano Aliotta (per lui è un ritorno in neroazzurro), e l’attaccante, non più giovanissimo Giorgio Carbone (’70). Ancora, i difensori: Francesco Borgomaneri (’87) dalla Pro Patria, Fabio Frittoli (’78) altro ritorno in Valdarno, dal Cologna Veneta. Per il centrocampo ecco il giovane Luca Bianchi (’86) dal Como, mentre Davide Fossati, anch’egli ’86 dal Pizzighettone, Matteo Mavilla (’82) arriva dalla Tritium, l’esperto Giuseppe Misso (’73) dal Poggibonsi e i giovanissimi Dario Pellizzari e Michele Scavo, entrambi del 1987 rispettivamente dal Pergocrema e dal Seregno. I riconfermati sono ben pochi: Antonio Spanu (’84) a difesa della rete neroazzurra, Stefano Di Gioia e Luca Tino, quindi Umberto Alfani, Andrea e Giovanni Beretta, Lorenzo Finazzi, Andrea Borella e l’intramontabile Massimo Marsich. Hanno iniziato la stagione in neroazzurro, ma nel corso del torneo hanno preferito giocare altrove anche: Roberto Vecchiato, difensore classe ’72 che ha preferito avvicinarsi a casa (Trento ndr) e Paolo Vittori (’86) passato al Gavirate, mentre cap. Massimiliano Ranoia (’76) con l’arrivo di Misso si è visto escluso e allora eccolo accasarsi al Verbano e Francesco Varrenti (’79) al Borgomanero.

Infine l’attaccante Riccardo Poi utilizzato solo due volte ad ottobre ha scelto anch’egli Gavirate. Il girone, quello “A” senza le formazioni sarde ma con 9 piemontesi, 7 lombarde (di cui le varesine Solbiatese e Varese) e le due liguri Savona e Vado  è stradominato dal Varese di Devis Mangia, una matricola davvero terribile che riesce a mettere tutte in fila dietro di se grazie ad un rendimento casalingo davvero notevole: 15 vittorie e 2 pareggi. Nessuna sconfitta. Piazza d’onore per l’Uso Calcio mentre la Solbia chiude con una salvezza tranquilla, giunta con tre turni d’anticipo, in decima posizione. Massimo Marsich ancora una volta è il fromboliere neroazzurro con 14 reti mentre Spanu è l’unico sempre presente (34 gare e 37 reti subite). Felice Tufano va verso la (meritata) riconferma, almeno questo traspare dalle parole dei dirigenti a salvezza ottenuta, ma……
.
Stagione 2006/2007
Ma a volte le cose cambiano in un battibaleno e quella che sembrava una riconferma scontata, diventa un…divorzio, inaspettato un po da tutti, ma soprattutto da mister Tufano che si sentiva in una botte di ferro. Cosa sarà mai successo da stravolgere le strategie in casa neroazzurra? Capita che a pochi giorni dalla chiusura del torneo il presidente Battiston esterna tutte le proprie preoccupazioni sul proseguimento del cammino della Solbiatese in serie D. Il massimo dirigente si sente solo, chiede l’aiuto consistente di qualche imprenditore locale e in caso contrario è pronto a consegnare il titolo sportivo nelle mani del sindaco Marco Riganti. A questo punto la situazione diventa preoccupante, c’è il serio pericolo che la Solbiatese possa “scomparire”. Il primo cittadino –sollecitato anche dagli organi di stampa- “scende in campo” immediatamente con l’intento di far cambiare idea a Battiston. Intanto il D.S. Davide Raineri si esprime così: “La situazione attuale non è delle migliori, ma abbiamo tutti l’obbligo di impegnarci affinchè il presidente non resti solo (con Rosio e Francese ndr) e, ridimensionando le varie spese, cercare di iniziare e portare a termine, magari soffrendo più del dovuto, un dignitoso campionato di serie D”.

Tra le spese da tagliare, Raineri include anche i cinque appartamenti in affitto che ospitano giocatori e tecnico, spese che una piccola società di serie D non può certo sobbarcarsi. Intanto Tufano nella sua residenza ligure scalpita: “Le vacanze sono appena iniziate e vorrei riprendere già domani (siamo ai primi di giugno), ma da Solbiate non mi è giunta nessuna nuova. Ci siamo lasciati con la certezza della riconferma anche se Battiston già mi aveva informato delle difficoltà che stava incontrando. Io sono qua e aspetto fiducioso una chiamata”. Passano quindici giorni e all’improvviso in casa neroazzurra torna il sereno. “In effetti – dice Battiston – qualcosa si è mosso ed ora siamo tutti un po più sereni e fiduciosi”. Ed è pure stato trovato l’accordo con un nuovo tecnico. Ancora Battiston: “Si, dopo un doveroso ringraziamento a Tufano per il lavoro svolto, abbiamo pensato a Roberto Bacchin, un allenatore che conosce molto bene la categoria e ha il vantaggio, rispetto a Tufano, di abitare a pochi chilometri da Solbiate, a Novara”.

Diciannove e Raineri si mettono dunque al lavoro per cercare nuove pedine per “ricostruire” una Solbiatese da affidare al tecnico padovano e i primi volti nuovi non tardano ad arrivare e sono il giovane portiere Francesco Zecchini (’88), proveniente dal Saronno, figlio d’arte in quanto papà Luciano vanta una splendida carriera da giocatore e da allenatore è un ex avendo allenato la Solbiatese nella stagione 1993/94 e 94/95; quindi Ivan Appella, centrocampista del ’86 proveniente dall’Olginatese; Davide Andriulo, esterno di centrocampo del ’87 dal Borgomanero ed il possente centravanti Nicola Lenzoni (’78) che ha giocato l’ultima stagione dapprima nell’Alessandria e poi nel Canavese. Oltre ai primi quattro acquisti il D.G. Giacomo Diciannove annuncia le riconferme di cap. Massimo Marsich, Stefano Di Gioia, Alessandro Albizzati, Luca Tino, Lorenzo Finazzi, Andrea Musolino, Giovanni Beretta e Francesco Borgomaneri. Lasciano invece Solbiate: Frittoli, Bianchi, Scavo, Fossati, Carbone, Misso, Aliotta, Spanu, Bosonotto, Mavilla, Alfani e Andrea Beretta. Ancora qualche giorno e Diciannove comunica altri movimenti: il difensore (’73) Vincenzo Saladino lascia Lecco e torna a far coppia al centro della difesa con Stefano Di Gioia mentre per il centrocampo ecco il 19enne Massimiliano Di Caro proveniente dal Verbano. Intanto arriva anche la notizia che mister Tufano si è accordato con una società molto prestigiosa come l’Alessandria che punta decisamente al ritorno in C2.

Al bravo Tufano augurano tutti la fortuna che si merita, ma per lui non sarà una stagione facile: a metà torneo è stato infatti esonerato. Capita….Manca ancora un centrocampista d’esperienza in grado di guidare i più giovani ed allora ecco Andrea Rota, classe 1976, risiede a Busto Arsizio e l’ultima stagione aveva giocato nel Tritium. Ma non finisce qui, fa capire Diciannove, che prima del raduno vuole regalare a Bacchin altri giocatori importanti. E tocca proprio a Bacchin, a pochi giorni dalla data del ritrovo comunicare entusiasta l’arrivo di un giocatore di grande valore, un po avanti con gli anni (36) ma capace ancora di guidare il centrocampo della Solbiatese: Roberto Romualdi, romano, vanta otto campionati con la Lodigiani, quindi Trento, Avellino, Chieti, Taranto, Siena, Ascoli, tre anni ad Alzano (uno in B), quindi tappe a Terni (B), alla Spal, Lucchese, Fano Fermana e Montevarchi. Ancora un giocatore interessante alla corte di Bacchin è Nicola Pasinelli, centrocampista offensivo classe ’85 proveniente dal Carpenedolo mentre vengono aggregati alla prima squadra i giovani Matteo Binfarè (’89) portiere, Andrea Broggini (’89) difensore (solbiatese doc!), Mattia Roncato, difensore ’88; Matteo Di Jorio, centrocampista ’88 e la giovane promessa Federico Caon centrocampista nato il 3 gennaio 1990, il “cucciolo” del gruppo.

A campionato in corso segnaliamo gli arrivi importanti di Alessandro Marzio (’72) che ha lasciato Lecco per Solbiate dove prende il posto lasciato libero da Romualdi che non si era integrato negli schemi di mister Bacchin, di Simone Ingribelli, centrocampista ’87 proveniente dal Tritium, del portiere Roberto Pavesi (’79) chiamato a sostituire il giovane Zecchini ritenuto non ancora pronto per un campionato difficile come la serie D e infine Danilo Collu, attaccante del ’82, un acquisto “forzato” in quanto Lenzoni a metà torneo ha rimediato un grave infortunio al ginocchio che lo bloccherà fino alla fine della stagione. Campionato più che positivo per la “Solbia” che chiude in sesta posizione con un bottino di 50 punti frutto di 14 vittorie (8 in casa), 8 pareggi (con l’Atletico Calcio vanta il primato per il minor numero di divisioni della posta in palio) e 12 sconfitte, 4 delle quale giunte davanti al pubblico di casa. Con 56 reti realizzate – 22 da Marsich vicecapocannoniere alle spalle di Salandra della Colognese con 23 – la Solbiatese vanta il secondo attacco del girone dopo il Tempio (58). Unico sempre presente l’inossidabile cap. Massimo Marsich. Alla faccia dei suoi (quasi) 37 anni…

Stagione 2007/2008
Sesta posizione e ben 50 punti conquistati da Marsich e soci valgono sicuramente la riconferma per Roberto Bacchin che ha dimostrato in più di una circostanza di conoscere bene la categoria e quindi si riparte proprio dal tecnico padovano, ben felice di sedere nuovamente sulla panchina neroazzurra. Altre certezze per la stagione che va ad incominciare sono il sempre valido capitan Massimo Marsich che si appresta a disputare la sua sesta stagione in Valdarno, il portiere Roberto Pavesi, più che che una garanzia; Alessandro Marzio, forza, grinta, muscoli e geometrie al servizio del centrocampo; Nicola Lenzoni pronto a ripartire da zero dopo il grave infortunio della stagione precedente; tra i giovani ritrovano spazio: Davide Andriulo, Alessandro Albizzati, Mattia Roncato, Matteo Di Iorio, Luca Tino un jolly utile in tutte le zone del campo; Simone Ingribelli, Ivan Appella. I volti nuovi sono quelli del centrale di difesa Riccardo De Nardin che proviene dal Voghera in sostituzione di Stefano Di Gioia, dell’esperto difensore Alberto Gruttadauria, dell’ex comasco Andrea Cigagna, del giovanissimo centrocampista Fabio De Masi che arriva dal Novara, di Di Sazio, della punta Alessandro Mosca, di Oldrini, Sardina, e del lancio dei giovani prodotti del vivaio neroazzurro: Massimiliano Piazzi, Scaglia, Bonfante, Longoni, Russo e Paris. A campionato in corso arrivano anche il difensore Garbero, l’attaccante Belleri (ex Avellino) e Gabriele Donghi, mezzapunta. Un discorso a parte merita Mirko Benin ex professionista con Varese, Fiorentina, Pro Vercelli che mister Bacchin schiera solo due volte inserendolo dalla panchina e ben presto Benin capirà che “non è aria” e lascia subito la Valdarno. I non riconfermati (o che hanno preferito vestire altre casacche) sono: i portieri Bosonotto e Zecchini (che passa al Borgomanero); il giovanissimo Federico Caon trasferitosi al Brescia; l’attaccante Danilo Collu acquistato per sostituire l’infortunato Lenzoni ma che non ha convinto appieno; Lorenzo Finazzi, Davide Fossati, Simone Ingribelli che lascerà dopo poche giornate per passare alla Caratese; Andrea Musolino, Nicola Pasinelli (giocherà nel Salò), Andrea Rota che, a sorpresa, passa al Feralpi Lonato e poi alla Colognese, Vincenzo Saladino e Mattia Schipani. Parte il campionato e l’avvio è davvero schioppettante: 5-0 alla neo promossa Alta Vallagarina, ma la domenica successiva arriva la prima caduta ad opera dell’Olginatese che si impone per 2-1. Il terzo turno, anticipato al sabato e sotto i riflettori vede il successo dei locali sul Base Seveso 96 con una rete di Marsich. In settimana c’è da onorare anche la Coppa Italia di categoria dopo che la Solbia aveva incrociato “i guantoni” con Varese, Pro Patria, Lecco e Legnano. Il primo confronto è in casa della Biellese e Andriulo firma il successo per 0-1. La quarta giornata segna la seconda sconfitta della Solbiatese in quel di Borgomanero: le reti di Marsich e Ingribelli non bastano per superare i piemontesi che vincono per 3-2. Seconda trasferta consecutiva: Como-Solbiatese e per la prima volta c’è la divisione della posta in palio. Sotto di due reti, la Solbia rimonta in piena zona Cesarini: ad un gol di Marzio direttamente su calcio piazzato fa eco il bis di Appella che pareggia al 91°. Un po di buona sorte, che  non guasta mai…La sesta giornata è di quelle che vorresti non aver mai disputato: giochi benino il primo tempo, cogli per due volte i legni ma perdi per 0-3. A fine gara mister Bacchin dice: “Oggi ho visto la più brutta Solbiatese da quando ci sono io”.

Neppure il tempo di dormirci sopra e un po a sorpresa, ma neanche troppo, la dirigenza neroazzurra da il benservito a mister Bacchin e mette in panca Ernestino Ramella che ritorna cosi’ a Solbiate dopo nove anni di lontananza, ma non fa in tempo a (ri)ambientarsi perchè c’è subito il ritorno di Coppa Italia con la Biellese. Ci pensa Marsich che trasforma un rigore a far passare il turno e la domenica successiva difficile esordio della “nuova” Solbiatese in quel di Merate. Ramella debutta con una buona prestazione e soprattutto ottiene tre (insperati) punti che arrivano a 3’ dal triplice fischio per merito di un eurogol di Luca Tino. Nuovamente un turno di coppa e al “F.Chinetti” il Casale (malmesso in classifica nel girone A) viene sconfitto per 3-2, poi la domenica successiva arriva il primo capitombolo dell’era Ramella. Tra i tifosi di casa la Solbia gioca male e subisce uno 0-2 da un Voghera per nulla irresistibile. Altra sconfitta, di misura (1-0) a Cologno al Serio e poi un bel filotto di cinque gare positive. Vittoria casalinga (2-1) col Trento con doppietta del redivivo Lenzoni, poi un pareggio (1-1) a Turate con ancora Lenzoni a bersaglio e nuovamente il centravanti toscano realizza il gol del successo (1-0) nell’insolito derby con la Sestese. Ritorna la Coppa Italia e la Solbia rende visita alla Pro Belvedere VC, la seconda squadra di Vercelli, perde solo 1-0 (Basilico, giovane portiere neutralizza un rigore ad un minuto dal termine) e così il girone a tre che comprende Solbiatese, Casale e Pro Belvedere VC vede tutte e tre le compagini a pari punti e con la medesima differenza reti. Serve allora un sorteggio e la fortunata é….la SOLBIATESE!!! Che viene abbinata alla Caratese. In campionato intanto prosegue la serie di vittorie: 1-3 a Lodi contro un Fanfulla in grave crisi societaria. Marsich, Mosca ed il 5° centro consecutivo (in quattro gare) di un ritrovato Lenzoni riportano la Solbia sempre più su. A Solbiate arriva la Tritium dell’ex trainer biancorosso Devis Mangia e i locali ne rallentano la marcia fermandoli sul 2-2 per le reti di Albizzati e Ingribelli. Coppa Italia: 1-3 in casa della Caratese (doppietta di Marsich e gol di Belleri) garantiscono quasi certamente il passaggio del turno. Altra sconfitta, arriva dal Renate che si impone per 1-0 con un gol del “vecchietto” Tricarico, poi due vittorie consecutive: 1-0 al Darfo con rete di Marsich giunto a quota 5 e al mercoledì arriva il passaggio ai quarti di finale: Solbiatese-Caratese 3-0 con doppietta di Belleri (diventato ormai uomo di coppa…) e di Lenzoni. A Salò invece arriva una bella batosta (la settima stagionale in campionato, quinta esterna) che chiude il girone d’andata: 3-1 con gol della bandiera di Lenzoni. L’anno solare si chiude invece sabato 22 dicembre: è la prima di ritorno e la Solbiatese vince in casa dell’Alta Vallagarina con una rete di Mosca a 10’ dalla conclusione.

Il ritorno vedrà la squadra del presidente Oreste Battiston protagonista del girone con una rimonta incredibile ed una serie di successi lunga…tre mesi. Ma andiamo con ordine. Il giorno della Befana 0-0 casalingo con l’Olginatese; quindi vittoria esterna a Seveso per 0-2 (Marsich su rigore e prima gioia per Gabriele Donghi), altre due reti rifilate al Borgomanero: ancora Marsich dagli undici metri e poi Lenzoni in chiusura di partita. Al Chinetti arriva il Como capolista e paga dazio…2-1 (a segno ancora Donghi e Marsich ndr). La quarta vittoria consecutiva matura a Carate Brianza: 1-3 e la Solbia mette a segno una piccola “vendetta” dopo lo 0-3 dell’andata che costò il posto a mister Bacchin. Andriulo e una doppietta (si avete letto benissimo, una doppietta!!!) di Albizzati, un difensore certamente non avvezzo al gol, portano i neroazzurri sul terzo gradino della classifica, appaiati alla Colognese. Ancora Coppa Italia: finisce 1-1 la gara d’andata al Chinetti col Montebelluna (gol di Donghi). Certamente più importante il successo sul Merate per 2-0 (a segno ancora il sorprendente Albizzati e Lenzoni). Il ritorno a Montebelluna è amaro: mister Daniele Pasa schiera una formazione composta per 9/11 da ragazzini della juniores. Dopo il vantaggio dei padroni di casa Andriulo realizza il gol del pareggio quindi Pavesi para un rigore ma nella ripresa la maggior freschezza atletica dei compaesani di Aldo Serena mette a dura prova Marsich e compagni che nel finale capitolano altre due volte dopo che la Solbia aveva fallito in più di una circostanza il gol del vantaggio. E quando si sbaglia troppo allora è giusto così…. Ritorna il campionato ed è 1-1 a Voghera con gol di Andriulo; altro pareggio, stavolta a reti bianche contro la Colognese, poi un bel successo a Trento (il sesto, solo Tritium con sette ha saputo far meglio…) firmato dalla premiata ditta del gol  Marsich-Lenzoni entrambi ora a quota 9. E qui si ferma la bellissima serie positiva dei neroazzurri che lasciano l’intera posta ai “cugini”  della Sestese che si aggiudicano il derby per 2-1 dopo che la Solbia era passata in vantaggio con Mosca.

E dopo 11 turni positivi consecutivi la Solbiatese rallenta la propria marcia. Il ritorno al successo nella domenica successiva: 1-0 al Fanfulla con con su rigore di Marsich, con un’altro clamorosamente negato a Lenzoni, con un palo di…Lenzoni. E’ la gara d’esordio del giovanissimo albizzatese Massimiliano Piazzi classe 1990 che disputa una gara veramente bella accanto ad un maestro del calibro di Marzio. Quindi si rende visita alla Tritium e la Solbiatese cade davvero in maniera fragorosa: 3-0, per rialzarsi immediatamente la domenica successiva quando stende con un secco 2-0 il Renate dell’ex D.S. Eros Pogliani. I gol portano le firme di Albizzati (5° centro) e di Lenzoni (10°). Quarto posto. Finisce invece 2-2 la sfida in casa del Darfo Boario: Andriulo e Lenzoni a segno. L’ultima gara col Salò viene anticipata a sabato 3 maggio e ci sono pure le telecamere di RAI SPORT SAT ad immortalare l’ultima impresa di Marsich e compagni. A Boario erano andati a segno Andriulo e Lenzoni, col Salò invece….Lenzoni e Andriulo! La Solbiatese chiude quindi la stagione con 24 ore d’anticipo e si assesta, con 59 punti, in quarta posizione ed ha diritto a disputare i playoff. Deve solamente aspettare i risultati della domenica per sapere chi sarà l’avversario. E la domenica pomeriggio emette i suoi verdetti definitivi: COMO promosso in C2; Tritium seconda sfiderà la Colognese giunta quinta, mentre il Turate (terzo) è l’avversaio della Solbiatese, splendida quarta. Alta Vallagarina e Base Seveso 96 retrocedono in Eccellenza mentre Sestese, Trento, Merate e Fanfulla si giocheranno i playout.  Domenica 11 maggio, per la prima volta la Solbiatese disputa i playoff ma a Rescaldina, contro il Turate, finisce davvero male: 5-1 per i locali contro una formazione dimezzata da infortuni.

Calcio italiano al collasso: dopo Pisa e Venezia, anche il Treviso rinuncia al professionismo

La società biancoceleste rischia di scomparire: quattro anni fa militava in Serie A
A meno di quattro anni dalla sua ultima presenza in serie A, il Treviso Calcio non riesce ad iscriversi alla Lega pro e rischia di scomparire dal panorama calcistico.
La Covisoc aveva respinto la richiesta di iscrizione e la società non è riuscita a ripianare il passivo di alcuni milioni di euro. Si conclude così una parabola discendente che aveva visto il Treviso in serie A nel 2005-2006 e l’anno successivo nella serie cadetta.

Anche il Venezia non si iscrive

Anche il sindaco Cacciari costretto a gettare la spugna.
Il Calcio Venezia non è stato in grado di iscriversi al campionato di Prima divisione

Lo ha reso noto il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. “Malgrado lo straordinario impegno della squadra e quello profuso dalla amministrazione comunale, per venire a capo della crisi della società Calcio Venezia – rileva Cacciari -, non è stato possibile iscriverci al campionato di Prima divisione per il prossimo anno. E’ una grande delusione e la dolorosa conclusione di difficoltà e crisi societarie di ogni genere, che si sono succedute fin dall’abbandono della presidenza Zamparini”. “Occorrerà ripartire dalle fondamenta, nella consapevolezza che una società di calcio è oggi, in tutti i sensi, una impresa economica – rileva Cacciari -, e come tale deve essere gestita, con progetti strategici, mezzi finanziari, professionalità”.

Il Pisa va a fondo

Articolo pubblicato da Calciopress

Sul sito web del Pisa si legge il seguente comunicato: “I ragionieri Saverio Magagnini (commercialista Pisa Calcio) e Cesare Cava (incaricato dall’amministrazione comunale) hanno preso visione assieme al sindaco della comunicazione della Covisoc dell’8 luglio scorso nella quale si evidenziava, tra l’altro, il deficit patrimoniale di 5.328.938 euro. Successivamente il sindaco e i consulenti, hanno contattato la Covisoc per avere definitivi chiarimenti in merito alle contestazioni contenute nella lettera e riguardanti sia il deficit patrimoniale, che la natura della fideiussione bancaria di 100mila euro depositata all’atto dell’iscrizione al campionato di Lega Pro, oltre alle somme necessarie al saldo di emolumenti, contributi e ritenute fiscali al 30 aprile 2009 pari a 2.277.000 euro. La Covisoc ha confermato telefonicamente che ritiene non possano essere considerati i titoli apportati a capitale nel corso del primo semestre 2009, quale abbattimento del deficit patrimoniale della società; ciò comporta un ulteriore appesantimento del fabbisogno finanziario e patrimoniale. Questa ulteriore necessità finanziaria non trova, al momento, riscontro nella disponibilità della società Pisa Calcio e pertanto non potendo garantire il superamento delle condizioni poste dalla Covisoc, non risulta possibile garantire l’iscrizione al campionato di Lega Pro. Al contempo non possono essere garantiti i finanziatori che si erano resi disponibili ad effettuare i versamenti indispensabili al saldo di emolumenti, contributi e ritenute fiscali al 30 aprile 2009, pari a 2.277.000 euro. Per queste motivazioni i sottoscritti ritengono che le condizioni poste dalla Covisoc per l’iscrizione del Pisa Calcio al campionato di Lega Pro non possano essere superate, a causa della attuale situazione patrimoniale della società e della ristrettezza dei termini di scadenza (Saverio Magagnini – Cesare Cava)”.
Il succo della lunga nota è che il Pisa, nell’anno del centenario, deve dire addio al calcio professionistico. Il club nerazzurro ripartirà dalla serie D. Il sindaco Filippeschi ha chiesto un progetto serio a medio-lungo termine.
Tra gli interessati a prendere il timone della barca che cola a picco si fanno i nomi della ex presidentessa Maria Gabriella Gentili, della Copra di Piacenza e del presidente del Grosseto, Piero Camilli.