Libri di Calcio:”Una vita da Lazio”

Autori: Arcadio Spinozzi e Stefano Gerco

E’ appena uscito un libro particolare: si tratta del racconto romantico, sincero e ironico dello stopper di una Lazio d’altri tempi, e anche di una Samb di metà anni settanta. Arcadio Spinozzi, classe 1953, abruzzese, in questo libro scandito per stagioni agonistiche, decide di mettere a nudo quella che è stata la sua esperienza con la Lazio degli anni ’70-‘80 raccontandone anche la vita di squadra, l’esperienza con i compagni, gli allenamenti, i rapporti non sempre facili con allenatori e presidenti e le realtà più scomode riguardanti le combine, i contratti e il doping.
È la storia del primo calciatore-sindacalista degli anni Ottanta che si batteva per il rispetto dei diritti dei calciatori. Un uomo di grande sensibilità ma di forte temperamento, leale e temerario.
È un libro che da ampio spazio ad aneddoti ironici e divertenti come i momenti negli spogliatoi o i tratti distintivi e buffi di alcuni compagni come ad esempio Garlaschelli, eternamente bersagliato dallo scherno dei tifosi, oppure D’Amico follemente innamorato non solo del pallone ma soprattutto delle donne.
Questo libro è forse il primo che racconta con reale romanticismo il mondo del calcio, e lo fa in maniera sincera e appassionata non solo rispetto ai fatti ma soprattutto alle sensazioni, alle speranze, alle delusioni, agli scontri.
Racconta inoltre la triste vicenda, di cui è stato protagonista in prima persona Arcadio Spinozzi, del tragico incidente ferroviario avvenuto sulla tratta Bologna-Firenze nel 1978 o il pazzesco rapimento di Emanuela Orlandi nel quale si trovò coinvolto anche lui.
Può essere il libro giusto per i nostalgici amanti di un calcio ormai scomparso, troppo autentico per i nostri tempi.
Per Spinozzi questa non è la prima esperienza letteraria, infatti ha esordito con un libro di tattica calcistica dal titolo “Le facce del pallone”, ma questa è la sua prima opera di narrativa scritta in collaborazione con il giornalista sportivo Stefano Greco

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Stadi d’Italia

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Autore: Sandro Solinas

Ci possono essere molte ragioni per cominciare a scrivere un libro, generalmente però si tratta di possedere un minimo di ispirazione ed un numero sufficiente – si spera – di cose da dire. Questo libro nasce tuttavia da un motivo assai più semplice e forse banale, diciamo che sostanzialmente cominciavo ad essere stufo di aspettare che lo scrivesse qualcun altro. Proprio così, mi pareva impossibile che in terra d’Italia nessuno ancora si fosse occupato di raccontare la storia delle nuove arene che, come i circhi e gli anfiteatri nell’antichità classica, sono ancora oggi i luoghi urbani deputati ad ospitare gli spettacoli sportivi e le manifestazioni di massa. Se la forma architettonica delle strutture è variata poco o nulla, lo spettacolo – ahimè spesso indegno – si è avvicinato poco per volta agli spalti finendo addirittura per riscrivere in parte le regole del gioco. Non ho inteso affrontare in questo contesto il complesso discorso del tifo organizzato che popola in maniera colorata e spettacolare curve e gradinate degli stadi italiani, né in ogni caso avrei potuto farlo non avendo un’adeguata conoscenza del fenomeno. Resterebbe altresì deluso chi volesse ricercare tra queste pagine una dettagliata descrizione delle strutture dal punto di vista architettonico. Ben pochi sono gli stadi degni di nota sotto questo profilo, pochissimi quelli costruiti nel Dopoguerra, e comunque fortunatamente esiste già una vasta letteratura in materia. Ho cercato invece di sottolineare il lato storico e quello sportivo di ciascun impianto visitato, senza alcuna pretesa di aver esaurito l’argomento che, in altre nazioni, gode di ben altra considerazione con regolari e riuscitissime pubblicazioni. Del resto, sono proprio gli stadi italiani a non lasciarsi amare, avviliti tra poco eleganti tribune in tubi metallici e poco confortevoli soluzioni architettoniche figlie di discutibili ristrutturazioni ripetutesi nel tempo. Niente atmosfera, poca identità e anche una buona dose di sfortuna se è vero che gran parte degli impianti costruiti negli ultimi anni ha coinciso con sconcertanti debacle sportive delle squadre che ospitano, a cominciare dall’unica società professionistica proprietaria di uno stadio in Italia, la Reggiana. Spero semmai di aver contribuito con questo libro a restituire un briciolo di dignità e rispetto agli stadi delle nostre città, alcuni rimossi o scivolati nell’oblio, altri ricchi di storia e prestigio, tutti indistintamente testimoni di gioie e dolori di intere generazioni di italiani. La scelta degli stadi visitati o qui trattati non ha seguito una particolare logica; se da un lato ho cercato – per quanto possibile e non senza dolorose rinunce – di attenermi ai principali stadi che hanno ospitato negli ultimi anni il calcio professionistico, dall’altro mi sono permesso di includere qualche impianto momentaneamente fuori del giro o comunque degno di attenzione. In qualche caso, poi, si può dire che la fama raggiunta dallo stadio – e penso soprattutto a Viareggio, Rieti e Marsala – sia più meritata di quella ottenuta dalle rispettiva squadre, almeno negli ultimi anni. Sicuramente mille altre città e mille altri stadi avrebbero avuto tutte le carte in regola per figurare nel testo, nessuno me ne voglia per questo. Vorrei ricordare e ringraziare Vincenzo Paliotto che, oltre ad aver contribuito efficacemente, ha per primo creduto nel mio progetto sostenendomi incessantemente fin dal principio. E poi gli amici Giancarlo Filiani, Gabriele Orlando, Fabrizio Pugi e Luigi Venturi che con le loro foto e i loro stupefacenti archivi personali, hanno saputo illustrare meglio di chiunque altro la storia dei nostri stadi. A loro va un grosso grazie da parte di quanti, come me, sono rimasti legati al calcio di ieri e l’altrieri. Per ultimo, desidero ringraziare i signori Marco Van Basten, Roberto Baggio e Paolo Di Canio per avermi riportato a seguire una gara allo stadio dopo tanto tempo, ricordandomi di guardare ogni tanto anche sul campo di gioco.
L’Autore
Sandro Solinas (Pisa, 1968) si è laureato a Roma in Economia e Commercio con una vergognosa tesi sul celebre caso del calciatore Bosman; ha prontamente rimediato cominciando ad interessarsi voracemente di Storia Medievale, Letteratura del Fantastico ed altri temi assai più nobili. Dopo aver girato (più in lungo che in largo) l’Italia, negli anni Novanta si è trasferito per due anni in Irlanda, avvicinandosi pericolosamente al modesto campionato locale di calcio. Della trasferta gaelica rimane oggi solamente il sito web Into The West, vero oggetto di culto della sparuta ma agguerrita tifoseria del Galway United, ed una bandiera italiana donata alla squadra e tuttora religiosamente conservata nella club house di Terryland Park. La passione per la storia degli stadi di calcio sembra essere recente, ma più d’uno sostiene di ricordare Solinas ancora bambino fissare tribuna e gradinate dell’Arena Garibaldi mentre Pisa e Livorno se le davano di santa ragione sul campo. Tifoso distratto, reo confesso di aver cambiato più volte squadra, oggi Solinas si interessa di storie e personaggi minori del gioco del calcio, anzi del pallone come si ostina tuttora a chiamarlo rivelando impietosi limiti di maturità. Va detto, peraltro, che nonostante le quaranta primavere continua onorevolmente la propria carriera calcistica di cui sta spendendo gli ultimi spiccioli sui campi dell’oratorio. Anche qui, tuttavia, si è trovato spesso fuori dagli schemi, troppo tecnico per fare il mediano, troppo ruvido per giocare da regista. Sposato con Monika, Solinas vive da qualche anno a Vicenza e collabora saltuariamente con varie testate sportive in rete, tenendosi a debita distanza da snervanti blog e chat. (Fonte: Web Site Bonanno)
Casa editrice: Bonanno
Roma – via Torino, 150
Acireale – via Vittorio Emanuele, 194
Tel. 095.601984
Fax. 095.9892305

La partita di Cesare. Prandelli, il calcio a misura d’uomo

Autori: Bucciantini Marco Prizio Stefano libroprandelli
Editore: Limina
Genere: arti ricreative. spettacolo. sport
Pagine: X-166
Data pubblicazione: 2008
Prezzo: € 16,00

Descrizione
Cesare Prandelli è in campo. Il calcio è il mestiere, la vita che ha scelto di fare. Che ama. In amore si da. Con il cuore bisogna costruirsi e proteggere un posto migliore. Chi ama questo sport dovrebbe farlo. E l’istinto più naturale, quello di conservazione, di sopravvivenza. Questo libro si è messo accanto a Prandelli, alla sua eccezionale normalità. Alla sua terra, alla sua gente. Questo è un libro d’amore per la Fiorentina, perché siamo vestiti del nostro tifo e dei nostri sentimenti. “Si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita”. Questo è Giovanni Raboni, poeta emiliano. Ancora calcio, e ancora vita.

Il Calcio, la mia vita …


Autore: Pierluigi Busatta

Presentazione Nel mio libro ho cercato di evidenziare quello che ritengo indispensabile sia la mansione primaria degli istruttori, volta a formare le basi della crescita calcistica (equilibrio e coordinazione), soprattutto nel settore giovanile.
Tutto ciò, ritengo sia valido ovunque ci sia un’insufficienza di queste capacità. Io stesso, in tutte le squadre in cui ho allenato, settore professionistico compreso (C2), ho sempre insistito molto su questi concetti d’insegnamento con ottimi risultati finali.
Il suo contenuto è un insieme di narrativa e illustrazioni di carattere tecnico, accostate a episodi vissuti, per consentirne una facile lettura poiché ritengo sia importante collegare le informazioni tecniche a quelle comportamentali per una giusta aggregazione di conoscenze e capacità.
E’ uno scritto, un po’ romanzato, che percorre tutta la mia vita, dall’infanzia ai giorni nostri, passando attraverso mie considerazioni di carattere generale sul calcio professionistico, dilettantistico e giovanile. Spazia a tutto campo nel panorama italiano, con una attenzione specifica alle metodologie volte ad educare i giovani calciatori nella corsa, nella tecnica di base e nel tuffo, in particolare la spinta, per i portieri.
Un condensato di valutazioni e indirizzi tecnico-comportamentali che possono essere un punto di riferimento per tutti coloro che vivono il calcio, dai giovani, come base di crescita sportiva e di vita, ai genitori, per una loro più ampia informazione, agli appassionati e tifosi e soprattutto di supporto per gli allenatori nella gestione della loro professione, con cui confrontare concetti e quant’altro.
A mio avviso, è necessario conoscere quelle che sono le capacità tecniche dei giocatori a disposizione, attraverso le didattiche descritte, per misurarne equilibrio e coordinazione, nell’esecuzione dei gesti tecnici richiesti, prima di proseguire con le situazioni tattiche, individuali e di gruppo qualunque sia la categoria in cui si opera.
Didattiche che sono da riproporre per tutta la stagione, elevando man mano il tasso di difficoltà, ma ritornando sui propri passi se non c’è crescita adeguata, senza soluzione di continuità. Tornando al settore giovanile, per gli istruttori serve un apprendimento da completare sul campo per verificare e conoscere le metodologie migliori da adottare e acquisire la capacità di trasmettere agli allievi i concetti fondamentali su cui si basano i gesti tecnici del calcio.
Il solo studio non sempre è sufficiente; è indispensabile impararne l’applicazione pratica e “saper vedere” dove e come intervenire. Riporto un passaggio, che ritengo significativo, del mio scritto:
“Prende corpo il mio concetto d’insegnamento, che parte dall’apprendimento della tecnica di base, integrato con nozioni di tattica individuale, piuttosto che di standardizzazioni dei compiti o specializzazioni per ruolo. Nessun indirizzo da consegnare a qualsivoglia sistema di gioco, inteso come schieramento da tenere in campo, e un totale disinteresse per evanescenti belle figure, nascoste dietro vittorie senza apprendimento o crescita sportiva”… .
Recensioni
Adalberto Scemma, giornalista sportivo di grande esperienza, attento conoscitore di tutto lo sport, condiviso da altri suoi colleghi:
“Il libro incuriosisce per il suo carattere atipico rispetto alla solita impostazione dei testi che trattano questo argomento, attrae e appassiona per il suo contenuto e la sua stesura, innovativa per gli appassionati e gli addetti ai lavori, soprattutto per noi giornalisti, nella duplice veste di cronisti e osservatori del mondo dello sport”.
Capitoli
0 – capitolo introduttivo
1 – la mia storia di giocatore
2 – la mia storia di allenatore
3 – i fratelli Costenaro
4 – le mie considerazioni generali sul calcio
5 – il settore giovanile (considerazioni, storia, obiettivi)
6 – la mia storia nel settore giovanile
7 – la tecnica di base
8 – la tattica individuale e applicata
9 – il gioco collettivo, sistemi di gioco
10 – il giocatore (formazione)
11 – l’allenatore (formazione e caratteristiche)
12 – l’allenatore (metodologie)
13 – il portiere (didattica del tuffo)
14 – calcio, interessi e mass media
15 – il settore tecnico – leghe – federazioni – arbitri
16 – didattica e metodologia di apprendimento
L’Autore
Pierluigi Busatta (Marostica-VI- 9 settembre/1947) è un ex calciatore italiano attivo negli anni 60-70 nel ruolo di mediano.
Busatta cominciò a dare i primi calci al pallone nella U.S. Marosticense giocando in attacco e mostrando una spiccata predilezione per il dribbling. Con il passaggio alla Virtus Bassano per esigenze tattiche cambiò ruolo trasformandosi in mediano: e tale rimase per tutto il prosieguo della sua carriera. Dal Bassano passò al Treviso in Serie C e in seguito al Catanzaro dove militò per 4 anni contribuendo validamente alla prima promozione in serie A della squadra calabrese. Nel 1972-73 venne acquistato dal Verona e in gialloblù rimase per 6 stagioni distinguendosi per combattività, abnegazione e duttilità nell’adattarsi a diverse esigenze tattiche. Il rapporto con la squadra veneta si chiuse bruscamente nel 1978-79 su decisione della società che scelse la linea verde lasciando “i senatori” liberi di cercarsi un altro club. Il centrocampista vicentino accettò allora l’offerta del Genoa trasferendosi sotto la Lanterna assieme aLuppi, compagno di squadra di tante partite a Verona. Chiuse infine la carriera tornando alle origini, nel Bassano, categoria Dilettanti, per poi intraprendere la carriera di allenatore. (Fonte: Wikipedia)

Libri di Calcio: "La programmazione biennale della Categoria Esordienti"


Autori: Floriano Marziali e Andrea Monteverdi
Tutte le proposte pratiche, allenamento per allenamento, attuate nei 2 anni di permanenza nella Categoria Esordienti. Per 150 sedute di allenamento.
Un diario giornaliero dei tre allenamenti settimanali, svolti, settimana dopo settimana, mese dopo mese, nel biennio di permanenza nella Categoria Esordienti. Un validissimo aiuto per gli Allenatori della Scuola Calcio che si sentiranno guidati giorno per giorno nel proprio lavoro.

Come richiedere il libro:

– Telefonando alla Casa Editrice Nuova Prhomos al nr. 075 8550805 o tramite fax al numero 075 8521167
– Scrivendo alla Casa Editrice Nuova Prhomos, via O. Bettacchini , 2 – Città di Castello (PG) 06012
– Inviando una mail a: prhomos@calciolibri.com
– Visitando il sito calciolibri.com

Libri di Calcio: "NILS LIEDHOLM e la memoria lieve del calcio"


Autore: Sebastiano Catte

Il libro che presentiamo è il resoconto di lunghe conversazioni con Nils Liedholm, in cui l’ex tecnico svedese rievoca le tappe più significative della sua prestigiosa carriera di calciatore e di allenatore. Dalle sue prime esperienze calcistiche in Svezia alle epiche sfide del Milan degli anni ’50 (quello del Gre-No-Li e di Schiaffino); dal Milan di Rivera a quello di Maldini e di Ancelotti; dalla Roma di Bruno Conti e Falcão a quella di Francesco Totti.
Le interviste sono state ricostruite secondo un ordine cronologico, conservando al tempo stesso il tono lieve della chiacchierata tra amici. Il volume vuole essere quindi anche un pretesto per ripercorrere – dal punto di vista privilegiato di un grande protagonista – più di mezzo secolo di storia del calcio nazionale ed internazionale attraverso i ritratti dei grandi campioni e i cambiamenti (tecnico-tattici e sociali) che ne hanno accompagnato la sua evoluzione fino ai giorni nostri. Un’occasione anche per evidenziare l’influenza decisiva che Nils Liedholm ha esercitato nel calcio odierno, spesso sottovalutata dai commentatori sportivi. Ad esempio nell’aver creato i presupposti alle grandi vittorie del Milan negli anni ’80 e ‘‘90 e tracciato la via maestra – già ai tempi della Roma – di un tipo di gioco fondato sulla filosofia del possesso-palla, a cui oggi s’ispira la squadra rossonera.
Nils Liedholm è stato – a giudizio pressoché unanime – uno dei più grandi maestri di calcio di ogni epoca. Un titolo conquistato anche in virtù di un carisma formidabile e una personalità ricchissima di doti umane apparentemente semplici, eppure rare, quali la lealtà, la gentilezza, la saggezza di chi considera effimere gran parte delle passioni umane. Quel particolare tipo di saggezza che – consolidatasi grazie all’esperienza – consente di evitare di prendere troppo sul serio noi e gli altri e lascia quindi ampio spazio all’humour e al paradosso. Qualità non banali, in un mondo in cui ancora oggi si ritiene sia quasi impossibile ottenere risultati eccellenti senza abdicare ai valori più autentici dello sport. E, soprattutto, come emerge dalla rilettura dell’affascinante vicenda umana e sportiva del maestro svedese, senza mai perdere di vista l’ideale di un calcio esteticamente attraente, solare ed elegante.
Il libro ha l’ambizione di rivolgersi non solo ai sostenitori del Milan e della Roma, i due club a cui Liedholm ha legato alcune delle pagine più belle della loro storia, ma anche a tutti coloro che amano il calcio al di là delle bandiere di campanile e che vorrebbero vederlo non più ostaggio del business a ogni costo e lontano anni luce da quello che quotidianamente ci viene propinato attraverso le interminabili e stucchevoli discussioni intorno alle moviole e ai movioloni.

Vai a maggiori info sul libro

Libri di Calcio: "La TV per Sport".


Autore: Pino Frisoli

Un libro interamente dedicato allo sport nella televisione italiana, con l’ambizione di evidenziare quanto sia stata grande l’importanza della programmazione sportiva sin dalla nascita di quell’elettrodomestico che stava per cambiare la vita degli italiani. Le cose da scoprire sono davvero tante. A partire dall’età della televisione italiana.[…] La nascita delle Tv private prima, e di quelle satellitari poi, ha radicalmente cambiato la televisione partendo quasi sempre da una modifica riguardante quel delicato equilibrio costituito dai diritti televisivi. Ma allo sport in Tv resta legata la fortuna di tanti personaggi, così come sono tanti gli aneddoti e le curiosità che non meritano di restare confinate nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assistervi. Questo libro è un piccolo viaggio in cinquant’anni e più di sport in televisione. Una storia che meritava di essere raccontata.

Info:
Casa Editrice: Edizioni Tracce
Pagine 144 | Prezzo di copertina: € 10,00
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Presentazione Video del Libro