Eurospin le forzate del pallone

Articolo pubblicato da “La Nuova Sardegna ” a firma di Mario Carta e Sandra Usai

Ci sono bimbetti delle elementari che hanno il coraggio di lagnarsi perché tre mesi di ferie sono troppo pochi, per loro. Le ragazze della Torres Eurospin di giorni di vacanza ne hanno avuti appena 12, ma non battono ciglio. Anzi, non vedono l’ora di tornare in campo perché sarà in Slovenia, per i preliminari della Champion’s League femminile di calcio. Felici ma le perplessità restano, legate a discorsi già sentiti nel settore maschile: si gioca troppo, si gioca sempre. Però i maschi professionisti sono tutelati da una norma che li obbliga a un mese di riposo, e le ragazze no.

«E allora guardiamola dall’altro lato – dice Giancarlo Padovan, presidente della Divisione femminile della Lega calcio -. La Champions League è il momento più alto al quale si può aspirare, un sacrificio si può fare. Penso che le nostre ragazze, dilettanti, accorcerebbero le loro vacanze, per giocarla». E le ragazze di Sassari, arrivate seconde in campionato, lo faranno volentieri. Come il Bardolino campione d’Italia, che passa direttamente al primo turno. Ma non ci sono solo i preliminari. 30 luglio-4 agosto in Slovenia, poi gli Europei per nazioni dal 23 agosto al 10 settembre, se si arriva in fondo. E la Torres alla Nazionale contribuisce non poco. Ma quando riposano, queste ragazze? Quanto rischiano in termini di infortuni e di stress? «Queste ragazze o studiano o lavorano – dice Leonardo Marras, presidente della Torres femminile -. Per loro è un grande sacrificio, ma anche una grande soddisfazione». E un grande impegno. Tanto grande che la rosa della Torres sarà rinforzata, e presto. Oggi riparte la preparazione e in attesa dell’ufficializzazione potrebbero vedersi volti nuovi, vista l’intenzione della società di fare il possibile per avanzare in Europa.
Alla tutela delle sue principali squadre e delle atlete azzurre provvede Giancarlo Padovan, che spiega: «Il campionato partirà con una settimana di ritardo per permettere di rifiatare a Bardolino e Torres, che dovranno affrontare la Champions e quindi la Supercoppa italiana. Cercando di comprendere che questa situazione di date e calendario l’abbiamo ereditata da chi ci ha preceduto, stiamo razionalizzando il programma lasciando spazio alle nazionali e agli impegni dei club in Europa, per i quali è stato scelto il mercoledì. Il femminile sta crescendo, anche Fifa e Uefa se ne sono accorte. La finalissima della nostra Champions si giocherà due giorni prima della finalissima maschile, sempre a Madrid. Poi, è vero che c’è una discrasia tra tempi maschili e femminili, a livello di Uefa, ma su questo deve farsi sentire la Figc, per riequilibrare i rapporti tra le potenze del Nord e il resto dell’Europa, che disputa i campionati in periodi diversi».
Neppure due settimane fa, il 13 giugno, contendevano al solito Bardolino la Coppa Italia femminile di calcio (vinta dalle venete) e già si ritrovano a sudare sul campo, per preparare la nuova stagione. Un miraggio le vacanze per l’Eurospin Torres, che oggi riassaggia l’erba del Vanni Sanna nel raduno che inaugura l’annata 2009-2010.
Tutta colpa dei preliminari della Champion’s League, in programma dal 30 luglio al 4 agosto, se sono reduci dalle vacanze più brevi della storia del pallone, ma le torresine non si lamentano: troppo bella e importante l’avventura che le aspetta. Tra un solo mese si disputano in Slovenia (questa la sede decretata dal sorteggio Uefa) i preliminari della Coppa, contro le turche del Trabzonspor, le slovene del Krka Novo Mesto e le slovacche del Duslo Sala e l’appuntamento è così vicino da non poter rimandare l’inizio della preparazione.
«La squadra – dice il confermatissimo allenatore sassarese Tore Arca – arriva ancora stanca a questo raduno, soprattutto sul piano mentale. Non è facile eliminare ogni scoria in soli 12 giorni, però la causa di tanta fretta è talmente importante da farci ricominciare con grande entusiasmo. Per riposare ci sarà tempo».
Dopo l’atteso impegno di fine luglio sono già state programmate altre due settimane di vacanza.
Il medico: “E’ una vacanza davvero breve”
«Davvero brevina questa vacanza». Sergio Moraglia è il responsabile del centro di medicina sportiva della Asl di Sassari. «Di solito la preparazione riprende intorno al 20 luglio – spiega -, e se consideriamo che l’ultima gara queste ragazze l’hanno giocata appena 12 giorni fa ripartire adesso è un po’ precoce, anche se più che di avvio si deve parlare di una prosecuzione».
«Il problema, e non lo si dice da oggi – prosegue Moraglia – è che si gioca troppo. Tornei, amichevoli, coppe… bisogna staccare, anche se sono professionisti restano esseri umani, alla faccia del ‘the show must go on’. E qui oltretutto si sta parlando di dilettanti. C’è bisogno di recuperare, di gestire l’impegno alla luce di un’intera stagione, di pensare agli infortuni. Poi, un ruolo chiave lo giocano le motivazioni: ci sono dilettanti puri e dilettanti che affrontano lo sport con più serietà degli stessi professionisti. Ancora, è importante la rosa e la possibilità di suddividere carichi e fatiche tra più giocatrici».
Lo sa bene Tore Arca. L’allenatore dell’Eurospin non è solo un tecnico, insegna educazione e sa cosa lo aspetta:»Il nostro è un ripartire, un continuare. Lavorerò sulla resistenza veloce perché il fondo lo abbiamo già, e più avanti ci potremo permettere un po’ di vacanza». Anche Arca non è soddisfatto dal moltiplicarsi degli impegni: «Sono date Uefa e bisogna adeguarsi – conclude – nonostante siamo dilettanti puri, dalle atlete a noi tecnici. Programmerò un lavoro più articolato, ce la faremo».
L’impresa della Torres è possibile, dunque. Sergio Moraglia non si addentra nelle implicazioni morali della vicenda, però un allarme lo lancia: «Ognuno in casa propria e nella propria federazione è libero di fare ciò che vuole, ma il fatto che le federazioni non diano tregua ai propri tesserati mi lascia perplesso. Un allenamento d’estate però non è per tutti. Il libero professionista che sta tutto il giorno alla scrivania e vuole giocare a tennis non ci vada alle 2 del pomeriggio e rispetti le due regole fondamentali: reidratazione, e alimentazione adeguata»

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Sport4U, gestione innovativa di un palazzetto dello sport

Sport4U sport 4u

La Sport4U è un’associazione sportiva dilettantistica che poggia le sue basi sull’esperienza teorica e pratica di Specialisti della Preparazione Fisica. Il suo Team è composto da laureati in Scienze Motorie, con Specializzazione in Scienza e Tecnica dello Sport, presso l’Università degli Studi di Roma Foro Italico.
La Sport4U gode di un Impianto Sportivo Polifunzionale a Roccantica (Ri), paesino medievale che sorge ai piedi del Monte Pizzuto (1300 metri).
L’associazione rappresenta un polo di allenamento unico per la sua specificità: offre non solo un palazzetto per la pratica sportiva, ma un vero e proprio impianto in grado di ospitare intere squadre, permettendo loro di allenarsi in un ambiente di massima professionalità, grazie ad attrezzature e personale altamente specializzato. La Casa per Ferie Sport4U, in convenzione con i ristoranti e bar di Roccantica, permette inoltre alle squadre di trascorrere un periodo unico, in un clima armonico e familiare, capace di garantire il team building nei periodi precompetitivi in una cornice di massima tranquillità al centro dei parchi della sabina.
L’associazione offre, inoltre, un pacchetto all inclusive ( trasporto, vitto, alloggio e struttura per allenamenti) alle Società Sportive che necessitino di un punto di appoggio per gare di campionato in città limitrofe (Rieti, Terni, Orte, Roma…).
A partire dal 15 giugno, La Sport4U organizza centri estivi per ragazzi e bambini a partire dai 3 anni, caratterizzati da una componente sportiva e una naturalistica: oltre alle numerose attività che verranno organizzate nell’impianto, sono previste escursioni nei numerosi percorsi naturali che caratterizzano la zona.
L’associazione affiliata alla UISP, organizza inoltre una scuola di avviamento allo sport per calcio a 5, basket e volley, corsi di ginnastica per tutte le fasce di età (età evolutiva, adulti e anziani), affitto della sala per gare professionistiche, dilettantistiche e amatoriali, eventi extrasportivi, prevedendo inoltre la possibilità di apertura ad ulteriori tipologie di sport e attività fisica in generale.
Inoltre, avvalendosi della consulenza di fisioterapisti, l’associazione organizza allenamenti personalizzati finalizzati al recupero della performance di atleti in situazione di post infortunio e valutazione funzionale “da campo”.
Per informazioni
info@sport-4u.itwww.sport-4u.it
0765/63686 – 380/3185039 – 328/0847397

Fisco, noia e stadi vecchi. Il made in Italy non tira più

Articolo di Roberto Beccantini pubblicato da La Stampa

Kakà e Ibra solo l’inizio del grande esodo

Eppure siamo campioni del Mondo. Meglio urlarlo, mentre ci portano via Kakà e forse Ibrahimovic. Non aiuta a capire, ma serve da oppio. C’era una volta l’Italia di Michel Platini e Diego Maradona, quando la serie A era l’ombelico di tutti i campionati, e nessuno poteva offrire di più o di meglio: Platini non scappò, si ritirò. Anni Ottanta, lo sbarco di Silvio Berlusconi e la caduta del Muro. Oggi siamo tutti in crisi, noi più di inglesi e spagnoli. La gente tira la cinghia e i «ricchi scemi» – come Giulio Onesti, presidente storico del Coni, chiamava i padroni del calcio – sono meno ricchi. Comanda la Premier, tallonata dalla Liga. Non è solo questione di debiti, materia nella quale non siamo i primi della lista, e neppure di paradisi fiscali (la Spagna, per esempio), ai quali opponemmo il decreto spalma-perdite del governo Berlusconi, un aiuto di stato allo stato quasi puro.
I biglietti delle partite sono cari ovunque, se mai sono stati i diritti tv a renderci pigri, obesi, in bolletta di idee. Dal 2010 torneranno collettivi: ne vedremo delle belle. Non si può non parlare degli stadi, all’estero di proprietà dei club e da noi no: mai che un dirigente vi abbia investito un euro, mai. Hanno sempre privilegiato l’emotività della piazza all’umiltà del mattone. Dei mecenati, resiste Moratti. Gli obblighi politici e le pressioni familiari hanno paralizzato Berlusconi: precedenza al bilancio. In Spagna, la giostra ruota attorno alla dicotomia Barcellona-Real. In Inghilterra, gli spendaccioni sono quasi tutti americani o russi: hanno scoperto il business del calcio e si divertono. Per ora. Se il Barcellona paga lo sponsor, che è l’Unicef, il Manchester United, beato lui, ne sarà profumatamente gratificato: è di ieri la notizia dell’accordo con Aon Corporation, la più grande azienda di brokeraggio assicurativo del mondo; quattro anni, dal 2010, alla modica cifra di 33 milioni di euro l’uno. Uno schiaffo, e che schiaffo, alle «macerie» romane di Champions.
Si va a cicli, e adesso tocca agli altri. Kakà è spinto dal Milan, ma Ibrahimovic, tentato dal Barça, prende 12 milioni di euro dall’Inter: possibile che sia solo un problema di soldi? Platini rimase in Italia cinque stagioni, idem Zidane, a cinque è arrivato lo svedese. Un limite quasi fisiologico. L’ultima Champions vinta (dal Milan) risale al 2007: non proprio un secolo fa. Se abbiamo perso fascino, lo dobbiamo anche a Calciopoli, lo scandalo che avrebbe dovuto purificarci. Invece di cambiare sistema, siamo passati da un regime all’altro. All’estero, l’arbitro fa parte del gioco, da noi si ha sempre la sensazione che faccia parte dei giochi: un po’ di meno o un po’ di più a seconda del tifo. E poi il coraggio, un altro nodo venuto al pettine. Il Manchester United prende Cristiano Ronaldo a 18 anni e ci crede. Noi prendiamo Henry, Vieira e Gourcuff giovani e non ci crediamo. Pato è l’eccezione, non la regola.
Il mercato globale ha rimescolato le gerarchie, le leggi ci sono anche da noi, ma spesso risultano di un’elasticità imbarazzante. La qual cosa frena il sacro ardore degli investitori stranieri. A parità di offerta, inoltre, è chiaro che un campione anteponga la dolcezza del panorama (stadi pieni, calcio solare, veleni ridotti) alla qualità litigiosa e rozza dei nostri servizi. Ogni «sequestro» è buono per marciare su Palazzo Chigi e invocare una pressione fiscale in linea con gli altri. Bastasse. Lacrime di coccodrillo. Dalla Lega di A al sindacato di Campana si batte anche il tasto del merchandising, settore nel quale siamo ancora al Medioevo. E, naturalmente, meno tasse, noi che trattammo per le imposte di Lotito. Più in generale, ci stanno riservando lo stesso trattamento che, in passato, i nostri squali riservavano agli invasori. Nell’autunno del 1994 Luis Figo firmò per due club, Juventus e Parma: bei tempi. Adesso si fa la ola per Diego, l’ultima scommessa della Juve. Brasiliano, è costato 25 milioni di euro, viene da Brema e sembra felice. Sembra.

Con la dieta a Zona gli sportivi migliorano le loro prestazioni

Articolo pubblicato da “La Tribuna di Treviso” a firma di Diego Zilio.

Dà spazio a frutta e verdura riducendo i carboidrati. Grassi solo da olio e mandorle.

Tutti siamo alla ricerca del segreto per una vita più lunga e migliore. Gli antichi greci avevano trovato un termine per definire questo concetto: dìaita, dieta, che, letteralmente, significa «modo di vivere». La Zona è proprio questo. Nata grazie al biochimico americano Barry Sears negli anni Novanta sta sempre più prendendo piede, sia tra gli sportivi che tra la gente comune. La sua caratteristica? Fa perdere peso a chi ne ha bisogno ma senza far smettere di mangiare e si discosta dalle comuni diete salutiste e dal loro concetto di fabbisogno calorico perché intende il cibo come un potente «farmaco», capace di influire direttamente sul ruolo degli ormoni del corpo umano.
«L’assetto ormonale è influenzato sia dal numero delle assunzioni che dal corretto rapporto tra gli alimenti assunti in ogni singolo pasto o spuntino – spiega il dottor Aronne Romano – Le assunzioni consigliate sono almeno 5 per ogni giornata, tre pasti: colazione, pranzo, cena e almeno due spuntini: il primo a metà pomeriggio e il secondo poco prima di coricarsi. Ovviamente, per chi fa sport, il numero può però aumentare, arrivando anche a 7. L’importante è che ognuna di queste assunzioni mantenga il rapporto tra carboidrati, proteine e grassi in una percentuale ideale: il 40% delle calorie dai carboidrati, il 30% delle calorie dalle proteine e il 30% dai grassi. Queste proporzioni vanno rispettate almeno fino a quando si raggiungerà il peso ideale espresso in percentuale di grasso corporeo: per i non sportivi il valore ideale nel maschio va dal 12 al 15% mentre nella femmina pre-menopausa dal 19 al 22%. Negli atleti le percentuali variano in base allo sport praticato» prosegue il più importante discepolo italiano di Sears.
Semplificando, si può dire che la Zona dà largo spazio a frutta e verdura, riducendo drasticamente i carboidrati raffinati «come pasta, riso, patate e crostate», un sacrificio che, assicura chi ha provato questo sistema, vale però la pena di fare. Le proteine verranno principalmente assunte attraverso pesce e carne magra, mentre i grassi, essenziali nell’alimentazione, arriveranno all’organismo tramite olio e mandorle. E poi bisogna bere molto, almeno due litri d’acqua al giorno (ma non occorre rinunciare al bicchiere di vino a pasto). Nessuna dieta, però, s’improvvisa. La percentuale di grasso corporeo viene calcolata dal medico durante la prima visita assieme alla quantità di cibo raccomandato, espressa con l’unità di misura di base, il «blocco». Per blocco si intende un quantitativo di cibo che è per l’appunto composto dal 40% di carboidrati, dal 30% di proteine e dal 30% di grassi. Una volta che il paziente è a conoscenza del numero (strettamente individuale) dei blocchi da consumare al giorno ha a disposizione una tabella alimenti da seguire. Questo sistema permette il controllo della secrezione del glucagone e dell’insulina, l’ormone che serve al nostro corpo per veicolare e immagazzinare gli zuccheri presenti nel sangue sotto forma di grassi. E’ proprio questo l’obiettivo: mantenere il livello di insulina entro una certa «zona», così gli zuccheri vengono interamente bruciati e non fanno in tempo a trasformarsi in grassi. Se di primo acchito il metodo sembra pieno di calcoli, chi l’ha provato assicura che dopo alcuni giorni comporre i pasti sarà veloce e facile. Quali sono i benefici nella Zona? Tanti.
«Dalla maggiore lucidità mentale alla maggiore energia fisica, dalla minor sensazione di fame a un miglior aspetto perché diminuiscono la massa grassa e la ritenzione idrica. E così si previene anche il diabete».

“Un calcio alla miseria” – Maurizio Chili A.I.A.C. Juniors Football

Scritto da AIACBO STAFF

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Il consiglio direttivo di A.I.A.C. Bologna comunica agli associati ed agli amici del nostro sito che con il versamento di 3500 euro è partito ufficialmente il progetto Maurizio Chili A.I.A.C. Juniors Football che permetterà di far giocare a calcio molti ragazzi nei villaggi gestiti dalla onlus Namastè nell’India meridionale.

Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene

Per statuto Namasté non ha connotazione né politica né religiosa e si ispira agli universali valori di solidarietà e rispetto per i più sfortunati nel mondo. Se la nostra attenzione è prevalentemente focalizzata sull’educazione per bambini e ragazzi, ci occupiamo anche di problemi di salute, di costruzione e ristrutturazione di case per i più diseredati, di progetti di avviamento al lavoro per le donne. Namasté segue direttamente la realizzazione dei progetti con propri volontari che si recano frequentemente sul posto. Gli Adottanti vengono incoraggiati ad incontrare personalmente i loro bambini e a verificare di persona le iniziative che l’Associazione di volta in volta realizza.I bambini seguiti in questo modo sono settecento. Inoltre, tramite altri progetti, aiutiamo oltre centosettanta anziani, tre interi villaggi, e finanziamo tre asili e quattro centri studi. (Vedi nostro sito: http://www.namaste-adozioni.org).

Il progetto Namasté Sport per la vita

Questo progetto è nato in Namasté da un’idea di un nostro affezionato sostenitore che, dopo aver adottato a distanza un bambino, è venuto a trovarlo nella nostra sede indiana e ha potuto verificare di persona sia la serietà dell’organizzazione, sia le sue potenzialità di sviluppo. La sua idea di servirci dello sport per dare ai ragazzi più svantaggiati un’opportunità di riscatto sociale ci ha subito entusiasmato, essendo in perfetta armonia con le nostre finalità educative e di promozione sociale; insieme l’abbiamo elaborata nei dettagli e già realizzata in tre villaggi, dove ha riscosso un immediato e ampio successo tra i ragazzi, le loro famiglie e gli operatori sociali. I ragazzi delle nostre squadre, tutti poverissimi, e i loro fratelli, amici, vicini di casa, ora occupano il loro tempo libero in un’attività entusiasmante e di grande valore educativo. Si trattava, allora, di tre squadre di pallavolo e una di atletica. Grazie a questi allenamenti, fatti con insegnanti specializzati, molti ragazzi hanno potuto affrancarsi da un destino di miseria e ignoranza. Lo sport infatti, in India, può costituire il mezzo per entrare in una buona scuola e/o ottenere un buon lavoro.

Il nuovo progetto Namasté Un calcio alla miseria Maurizio Chili – A.I.A.C. Juniors Football

Affascinato dal progetto Volley Angels, quasi un anno fa l’allora presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio di Bologna e vice presidente dell’A.I.A.C. Emilia, Maurizio Chili, purtroppo recentemente scomparso, aveva espresso il desiderio di estendere al calcio questa bella iniziativa, supportato da tutto il consiglio direttivo.

E così, dopo qualche colloquio con Giovanni Grassi e Daniele Bortolotti, che hanno confermato a nome del consiglio A.I.A.C. Bologna di voler appoggiare il nuovo progetto Un calcio alla miseria, dedicato alla memoria di Maurizio Chili, la Namasté lo ha fatto partire nell’ottobre del 2008, in due villaggi di pescatori sulla costa più meridionale dell’India, nella zona del Kerala (Poonthura e Neerodi). La finalità del progetto è quella di supportare le spese per un anno di pratica del gioco del calcio, per l’affitto dei campi, per ingaggiare allenatori qualificati, per l’assistenza medica, per i palloni e gli attrezzi da allenamento, per dotare i bambini di scarpe per l’allenamento e per la partita, per le divise. Ogni squadra è composta di 30 bambini tra i 12 e i 16 anni, selezionati tra più di 100 aspiranti, che ricevono dopo ogni allenamento (4 la settimana) un bicchiere di latte e un uovo sodo (la loro dieta abituale è molto povera di proteine e grassi). I bambini si divertono, imparano a seguire delle regole comuni e a collaborare, sognano un futuro da grandi calciatori, emuli dei grandi “divi” italiani, che conoscono benissimo. Il gioco sport “calcio” li nutre, li educa e li rende felici: cosa potrebbero desiderare di più? Per attivare il progetto in tutti e tre i villaggi gestiti da Namasté servono altri contributi. Abbiamo già la conferma di collaborazione da parte dei gruppi A.I.A.C. Emilia, Ferrara, Parma e Reggio Emilia, che hanno condiviso subito l’iniziativa promossa dall’A.I.A.C. Bologna, ma siamo in attesa di ricevere tante altre adesioni da tutta Italia.

Il 16 gennaio 2009 abbiamo versato 3500 euro alla Namastè, primo contributo per far partire concretamente il progetto.

Ora la speranza e l’impegno del gruppo A.I.A.C. Bologna è quello di far sì che il progetto Namasté Un calcio alla miseria acquisisca continuità nel tempo, in modo che il sogno dei bambini adottati dalla scuola calcio Maurizio Chili – A.I.A.C. Juniors Football non svanisca troppo in fretta.

Albo d’Oro 2008

UEFA.com ricorda tutte uefa12le squadre di club e le nazionali che hanno vinto trofei in questa stagione in cui la Spagna ha interrotto un digiuno di 44 anni.

Titoli UEFA
Spagna e Manchester United FC si sono assicurate i maggiori trofei del 2008, mentre l’FC Zenit St. Petersburg si è aggiudicato addirittura la ‘doppietta’ Coppa UEFA e Supercoppa UEFA. Undici squadre hanno vinto l’ultima edizione della Coppa UEFA Intertoto, mentre l’1. FFC Frankfurt è tornata sul tetto europeo del calcio femminile aggiudicandosi la UEFA Women’s Cup.

Campionati nazionali
Nei vari campionati europei sorpresa in Russia, dove l’FC Rubin Kazan ha vinto il suo primo titolo, mentre in Belgio l’R. Standard de Liège ha messo fine a un’attesa di 25 anni. L’anno scorso 23 club avevano difeso il titolo vinto nel 2006. Questa stagione si sono confermate in 20. Tre squadre hanno vinto per la seconda volta consecutiva la doppietta coppa-campionato: NK Dinamo Zagreb in Croazia, Linfield FC in Irlanda del Nord e S.S. Murata a San Marino.

Albo d’oro UEFA 2008
Competizione Campione Seconda classificata
UEFA EURO 2008™ Spagna Germania
UEFA Champions League Manchester United FC Chelsea FC
Coppa UEFA FC Zenit St. Petersburg Rangers FC
Supercoppa UEFA FC Zenit St. Petersburg Manchester United FC
Coppa Intertoto UEFA RC Deportivo La Coruña,    Grasshopper-Club,
SC Vaslui,
Stade Rennais FC, SK Sturm Graz,
Aston Villa FC,
IF Elfsborg, Rosenborg BK,
VfB Stuttgart,
SSC Napoli,
SC Braga
Bnei Sakhnin FC,
PFC Chernomorets Burgas,
PFC Neftçi,
SC Tavriya Simferopol,
Budapest Honvéd FC, Odense BK,
FK Rīga,
NAC Breda,
FC Saturn Moskovskaya Oblast,
Panionios GSS,
Sivasspor
UEFA Women’s Cup 1. FFC Frankfurt Umeå IK
UEFA Futsal Cup MFK Viz-Sinara Ekaterinburg ElPozo Murcia
Coppa del Mondo di Futsal FIFA Brasile Spagna
Campionati Europei UEFA Under-21 di Futsal Russia Italia
Campionati Europei UEFA Under-19 Germania Italia
Campionati Europei UEFA Under-17 Spagna Francia
Campionati Europei UEFA Under-19 Femminili Italia Norvegia
Campionati Europei UEFA Under-17 Femminili Germania Francia

Leghe nazionali 2008
NAT Campionato Coppa
ALB KS Dinamo Tirana KS Vllaznia
AND FC Santa Coloma UE Sant Julià
ARM* FC Pyunik FC Ararat Yerevan
AUT SK Rapid Wien Not held due to EURO 2008™.
AZE FK İnter Bakı FK Khazar Lenkoran
BEL R. Standard de Liège RSC Anderlecht
BIH FK Modriča FK Sloboda Tuzla
BLR* FC BATE Borisov FC MTZ-RIPO Minsk
BUL PFC CSKA Sofia PFC Litex Lovech
CRO NK Dinamo Zagreb NK Dinamo Zagreb
CYP Anorthosis Famagusta FC APOEL FC
CZE SK Slavia Praha AC Sparta Praha
DEN Aalborg BK Brøndby IF
ENG Manchester United FC Portsmouth FC
ESP Real Madrid CF Valencia FC
EST* FC Levadia Tallinn FC Flora
FIN* FC Internazionale Turku HJK Helsinki
FRA Olympique Lyonnais Olympique Lyonnais
FRO* EB/Streymur EB/Streymur
GEO FC Dinamo Tbilisi FC Zestaponi
GER FC Bayern München FC Bayern München
GRE Olympiacos CFP Olympiacos CFP
HUN MTK Budapest Debreceni VSC
IRL* Bohemian FC Bohemian FC
ISL* FH Hafnarfjördur KR Reykjavík
ISR Beitar Jerusalem FC Beitar Jerusalem FC
ITA FC Internazionale Milano AS Roma
KAZ* FK Aktobe FC Aktobe
LIE No league FC Vaduz
LTU* FK Ekranas FBK Kaunas
LUX F91 Dudelange CS Grevenmacher
LVA* FK Ventspils FK Daugava
MOL FC Sheriff FC Sheriff
MKD FK Rabotnicki FK Rabotnicki
MLT Valletta FC Birkirkara FC
MNE FK Budućnost Podgorica FK Mogren
NED PSV Eindhoven Feyenoord
NIR Linfield FC Linfield FC
NOR* Stabæk IF Vålerenga IF
POL Wisła Kraków Legia Warszawa
POR FC Porto Sporting Clube de Portugal
ROU CFR 1907 Cluj CFR 1907 Cluj
RUS* FC Rubin Kazan PFC CSKA Moskva
SRB FK Crvena Zvezda FK Partizan
SCO Celtic FC Rangers FC
SMR S.S. Murata S.S. Murata
SVK FC Artmedia Petržalka FC Artmedia Petržalka
SLO NK Domžale NK IB Ljubljana
SUI FC Basel 1893 FC Basel 1893
SWE* Kalmar FF IFK Göteborg
TUR Galatasaray AŞ Kayserispor
UKR FC Shakhtar Donetsk FC Shakhtar Donetsk
WAL Llanelli FC Bangor City FC
*Campionato estivo
Fonte articolo: UEFA.com

Primera Division spagnola 2008 – 2009

La Primera División, nota anche come La Liga, è la massima serie calcistica spagnola, che si colloca al vertice del sistema del campionato di calcio spagnolo. Si tratta di un campionato attualmente formato da 20 squadre che si affrontano in un girone di andata e ritorno per un totale di 38 gare per squadra.
Le prime quattro squadre accedono alla Champions League: le prime due direttamente alla fase a girone, la terza e la quarta agli spareggi preliminari. La quinta e la sesta classificata, insieme alla vincitrice della Copa del Rey (Coppa del Re), accedono invece alla Coppa UEFA. Se la vincitrice della Coppa nazionale si piazza entro il 6° posto, alla Coppa UEFA accede la 7° in classifica. Tutte le squadre hanno poi diritto a richiedere un posto nella UEFA Intertoto Cup: ha accesso la prima in lista che non ha usufruito di un posto nelle altre due competizioni europee. Le ultime tre classificate retrocedono in Segunda División. La Primera División corrisponde alla Serie A italiana.
Dalla stagione 2008-2009 però cambia denominazione: infatti la “Primera Liga” va a chiamarsi “Liga BBVA” (che quindi non è più accostato al “campionato cadetto” spagnolo), mentre la seconda divisione si chiamerà “Liga Adelante”. Il nome BBVA deriva dallo sponsor, cioè il “Banco de Bilbao-Vizcaya Argentaria”.
Storia

Il primo campionato si disputò nel 1929, fra il 10 febbraio e il 23 giugno e vide il successo del Barcellona sulle altre nove squadre partecipanti, con una vittoria arrivata proprio all’ultima di campionato per la sconfitta del Real Madrid con cui condivideva la testa della classifica.
Il campionato fu poi esteso a 12 squadre a partire dal 1933, ma venne sospeso per tre anni, dal 1936 al 1939 a causa della guerra civile. Alla ripresa delle competizioni, si passò nel 1941 a 14 squadre e poi a 16 nel 1950.
Dal 1953 al 1990 il Real Madrid vinse il campionato per 23 volte in 37 anni, con due cicli da 5 vittorie consecutive (1961-1965 e 1986-1990). Nel frattempo la Primera era passata a 18 squadre nel 1971 e a 20 nel 1987.
Proprio nel 1987 fu sperimentata una formula presto abbandonata, quella dei play-off per l’assegnazione del titolo, che tuttavia non vide mutato il vincitore rispetto alla regular season.
L’ultima modifica, provvisoria, del formato avvenne fra il 1995 e il 1997 con un campionato a 22 squadre, per tornare infine all’ormai tradizionale 20 squadre.
Il pallone usato è unico ed è fornito dalla Nike.
Da inizio anni ’90, una partita deve essere necessariamente trasmessa in analogico; fino al 2006 i diritti erano del consorzio FORTA, che raggruppa le tv delle autonomie, essi sono poi passati a La Sexta per 3 anni fino al 2009, ma dal 2007 si è scatenata una “guerra” con Sogecable sui match da trasmettere, nella quale è intervenuta anche Telecinco.
Le squadre di Primera División
La stagione 2007/2008 è la 77° edizione del campionato di Primera División. Al massimo campionato spagnolo hanno preso parte 55 diverse squadre. Solo 3 di queste sono riuscite a non retrocedere mai in Segunda División, e precisamente l’Athletic Club, il Barcellona e il Real Madrid.
Queste sono le 55 squadre, ordinate per numero di campionati disputati (aggiornato alla stagione 2007/2008).
77 volte: Athletic Club, Barcellona, Real Madrid
73 volte: Valencia, Espanyol
71 volte: Atletico Madrid
64 volte: Siviglia
63 volte: Real Sociedad
54 volte: Real Saragozza
46 volte: Celta Vigo
45 volte: Betis Siviglia
40 volte: Racing Santander
38 volte: Oviedo, Valladolid, Deportivo la Coruña
36 volte: Sporting Gijón
31 volte: Las Palmas
30 volte: Osasuna
27 volte: Málaga
22 volte: Maiorca
19 volte: Elche, Hércules, Real Murcia
18 volte: Granada
14 volte: Sabadell
12 volte: Cadice, Rayo Vallecano, Salamanca, Tenerife
11 volte: Deportivo Alavés, Castellón
9 volte: Burgos, Logroñés, Villarreal
8 volte: Córdoba,
7 volte: Albacete, Arenas Guecho
6 volte: Pontevedra
5 volte: Levante, Recreativo Huelva
4 volte: Alcoyano, Compostela, Real Irún, Tarragona, Getafe
3 volte: Europa Barcellona, Numancia, Real Jaén, Almería
2 volte: Extremadura, Lleida, Mérida,
1 volta: Atletico Tetuán, Condal Barcellona, Cultural Leonesa
Real Madrid , Barcellona e Athletic Club sono le uniche squadre ad aver giocato sempre nel massimo campionato spagnolo (77 presenze) e le uniche squadre insieme al Getafe a non essere mai retrocesse nella serie inferiore , la BBVA (tale nome, come già citato, fino alla stagione 2007-2008).
Classifica titoli
Squadra:
Real Madrid
Titoli:31
Anni:1932, 1933, 1954, 1955, 1957, 1958, 1961, 1962, 1963, 1964
1965, 1967, 1968, 1969, 1972, 1975, 1976, 1978, 1979, 1980, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1995, 1997, 2001, 2003, 2007,2008
Barcellona, 18
Anni: 1929, 1945, 1948, 1949, 1952, 1953, 1959, 1960, 1974, 1985, 1991, 1992, 1993, 1994, 1998, 1999, 2005, 2006,
Atlético Madrid
Titoli: 09
Anni:1940, 1941, 1950, 1951, 1966, 1970, 1973, 1977, 1996,
Athletic Bilbao
Titoli:08
Anni: 1930, 1931, 1934, 1936, 1943, 1956, 1983, 1984
Real Sociedad
Titoli:02
Anni: 1981, 1982
Siviglia
Titoli:01
Anno:1946
Deportivo
Titoli:01
Anno:2000
Betis
Titoli:01
Anno:1935
Primera Division Liga
Anno di fondazione:1929
Titolo: Campione di Spagna
Cadenza: annuale
Apertura: Settembre
Partecipanti: 20 squadre
Formula: Girone all’italiana A/R
Retrocessione:Segunda Division
Detentore: Real Madrid
Sito internet: lfp.es