Caso Bologna BFC: Il calcio è in uno scaffale del supermarket per “Oil Manager”, solo la nostra passione sportiva può ridare dignità e identità al calcio

“In data odierna Mr Taci ha dichiarato che la trattativa per l’acquisizione dell’80% del Bologna F.C. salta, sono stati esaminati i libri contabili e non si ritiene opportuno concludere la trattativa. Mr Taci ha inoltre dichiarato che è molto interessato ad una squadra di ‘A’ italiana, all’energia, ecc. ecc..”
Grazie Mr Taci per aver preso in giro lo Sport, e che sia ben chiaro lo Sport non è un’industria. Lei vorrebbe collezionare fabbriche italiane, finanziarie e … squadre di calcio, e ha appena fatto un disastro. Il calcio non dovrebbe essere in un qualsiasi scaffale del Supermarket per ‘Oil Manager’, ma questo è un problema italiano, non albanese.
Non ci sarebbero parole per quanto riguarda il ‘caso Bologna calcio’, ma dobbiamo trovarLe, perché i giovani continuino ad amare questo Sport, dobbiamo convincerli che in quell’ambiente non ci sono solo banditi, ma anche persone oneste e sportive. Talvolta, quando vado nelle edicole e domando giornali sul calcio, spesso gli edicolanti mi guardano e dicono con un certo disprezzo:”Noi non teniamo i gionali del calcio.” … Per non parlare dei genitori che evitano di iscrivere i loro figli alle scuole di calcio.

Il problema è che insistiamo a voler abbinare il calcio, uno Sport, ai grandi ‘Tycoon’. Oggi Mr Taci, con il massimo ‘candore’, ha affermato che lui è molto interessato ad una squadra di “A” italiana, ovviamente a quelle che non perdono mai, alle squadre elitarie … altro che libri contabili! Mr Taci punta più in alto, il Bologna è troppo poco per lui. Il ‘Tycoon’ albanese è inoltre interessato all’energia … ma possiamo noi inserire il calcio in uno dei tanti scaffali del Supermarket? Chi vuole lo prende, altrimenti rimane lì, nessun rispetto per spirito sportivo, tradizioni, fattore umano.
Ha detto bene Novella Calligaris, ex campionessa di nuoto, i ‘Mondiali di nuoto’ appena terminati a Roma hanno dato uno schiaffone ad altri sport per quanto riguarda la sportività, e sicuramente Novella intendeva dire: calcio, ma stava parlando alla Televisione e ha preferito, giustamente, non nominare lo sport nazionale. Ma quanto potrà durare la sportività del nuoto? Finché avranno un allenatore come Castagnetti, che ha creato lo squadrone  ancora parecchi anni fa, e si è fatto vedere molto poco, centellinando le interviste, il nuoto resisterà  … guidato da Castagnetti continuerà ad essere il dignitoso Sport che conosciamo, ma senza di lui, chissà? Già gli sponsor sono entrati anche nel nuoto… .
Vorremmo tantissimi personaggi come Castagnetti anche nel calcio, ma uno lo abbiamo avuto: Dino Zoff, lasciando la Nazionale, quando era un allenatore vincente, ci ha fatto capire molto.
Se ancora non lo avessimo compreso, lo diciamo per i supporter più distratti, il calcio è una delle tante industrie che un Manager può considerare convenienti, ma quanto sta accadendo al Bologna calcio ci fa capire che così non si può andare avanti! Calcio e industria non hanno assolutamente nulla in comune!!! E la F.I.G.C. a cosa serve? Sta a guardare? Gli illeciti non vengono puniti, gli allenatori meritevoli sono messi da parte, i talenti calcistici nostrani sono assai trascurati, se qualche supporter si ritrova in uno ‘staterello’ ovvero società sportiva calcistica è ha dei problemi, a chi si rivolge? Noi non vogliamo una F.I.G.C. così inerte, noi non vogliamo riforme che fanno diventare il calcio sempre più ridicolo, desideriamo una F.I.G.C. che abbia il coraggio di riformare radicalmente il calcio e di intervenire in modo determinato quando si creano ‘casi Bologna calcio’, altrimenti la F.I.G.C. non ha ragione di esistere. Sicuramente alla Federazione italiana gioco calcio lavorano tante persone competenti e oneste, ebbene, Vi chiediamo interventi decisi, non è facile, lo sappiamo, ma talvolta si è chiamati a vivere in epoche non facili e a dover prendere delle decisioni. Se siamo credenti, la nostra fede ci dà un magnifico punto di riferimento, che ci può ispirare. Ma forse, in tutta onestà, io posso dire che, oggigiorno,  ho incontrato bravissime persone anche, e soprattutto, tra i non credenti, perché l’etica per tante persone, fortunatamente, non è un optional. Per quanto riguarda i cattolici sta prevalendo il pensiero debole, in particolar modo nei Paesi del benessere, così non è nei Paesi dell’Est, i cattolici sono più coraggiosi da quelle parti. E, dal momento, che stiamo parlando di religione, vorrei inviare un messaggio anche a Blatter:” Non sarà un veloce ‘segno di Croce’ a creare problemi diplomatici e incidenti … se non si vuole che succedano incidenti, e questo dipende dai Dirigenti.” Se vogliamo far sprofondare il calcio sempre di più nel materialismo, allora la linea Blatter è perfettamente logica.
Vorrei ricordare che il 3 ottobre 2009 il Bologna F.C. avrà cento anni, i suoi fondatori erano dei giovani appassionati, mi auguro che questa squadra sia sostenuta anche adesso con la stessa passione. La sportività, può sembrare un paradosso, ma non lo è, sostituisce molto bene il Manager. A buon intenditor … .

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Pubblicato su Opinioni. 1 Comment »

Una Risposta to “Caso Bologna BFC: Il calcio è in uno scaffale del supermarket per “Oil Manager”, solo la nostra passione sportiva può ridare dignità e identità al calcio”

  1. pivotti giorgio Says:

    Gentile sig.a Romanoff
    Ho capito il suo pensiero leggendo gli articoli specie quelli riguardanti il calcio e mi trovo d’accordo con lei.
    Il sig. Taci o altri come lui vogliono solo le squadre vincenti da acquistare con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano sportivo e morale ben messe in evidenza anche in questo pezzo, allora facciamo in modo che le differenze di qualità e valore tra le squadre partecipanti ad uno stesso campionato siano limitate al massimo, come?, curando di più la tecnica e la tattica affinché diventino l’elemento determinante, preponderante per puntare a raggiungere un livellamento il più possibile conseguibile non subordinato al pari di adesso e di sempre alle aspettative di calciatori costati milioni di euro e spesso rivelativi un flop per se stessi e la propria squadra.
    A chi spetta questo importante compito di portare squadre più “scarse” ad essere più competitive rispetto a quelle più accreditate sulla carta, con effetti positivi anche sui valori da lei indicati? Ai tecnici, agli allenatori di qualsiasi livello di gioco e di scuola. E’ una soluzione proponibile anche innovativa.
    Cordiali saluti.


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