Strip in barriera e palloni sgonfi, nello sport vince il trucco

cataniatorino_inf-200x1502Ieri durante la partita Catania-Torino, l’etneo Plasmati si è abbassato i calzoncini per distrarre il portiere granata. Nel football americano funziona lo schema del ‘wrong ball’; nel baseball quello del ‘Bee Play’

Fonte: AdnKronos

Roma, 17 nov. – (Adnkronos/Ign) – Difficile distinguere tra strategia geniale e furbata quando un giocatore, su un campo da calcio, si abbassa i pantaloncini per ostacolare la visuale del portiere avversario. E’ successo ieri nel match Catania-Torino, quando i siciliani hanno applicato uno schema inedito su un calcio di punizione. Prima, hanno creato una barriera supplementare per creare problemi all’estremo difensore avversario. Poi è arrivato il ‘tocco’ finale: il rossoazzurro Gianvito Plasmati si è calato i calzoncini per rendere ancor più difficile il compito di Matteo Sereni. Risultato: il pallone calciato da Giuseppe Mascara si è insaccato a fil di palo.

Uno schema non certo all’insegna del fair play ma che, come spiega a ‘Radio Anch’io Sport’ l’ad del Catania, Pietro Lo Monaco, ”non risulta che si tratti di un comportamento irregolare”. ”Queste cose – dice – si provano in allenamento, anche con un ritmo ossessivo. L’obiettivo era ostacolare la visuale del portiere”. ‘Furbata’ e condotta antisportiva? ”Bisogna fare riferimento alle regole – replica Lo Monaco -. L’arbitro deve decidere se il gesto è sanzionabile. Il buon gusto è relativo…”.

Ad onor del vero, il ricorso a questi espedienti non è tipico solo del calcio italiano. I coach delle squadre di football statunitensi hanno adottato con successo lo schema ‘wrong ball’, ampiamente documentato dai video pubblicati su YouTube. Il copione è elementare: il quarterback che dà inizio all’azione offensiva si avvicina alla linea laterale, con l’intenzione di sostituire il pallone sgonfio. Gli altri 21 giocatori restano immobili mentre lui, quando arriva il segnale dall’allenatore comincia a correre verso l’area di meta avversaria: touchdown, tra l’entusiasmo di genitori e tifosi.

Le risate, invece, accompagnano l’esecuzione del ‘Bee Play’, lo ‘schema ape’, adottato dal giovane Stephen Budnicksu un campo da baseball. Il giocatore comincia ad agitarsi tra la prima e la seconda base come se fosse assalito da uno sciame di insetti. Gli avversari si distraggono per eliminare l”attore’ che tenta di rubare la seconda base. Intanto, un altro giocatore va a segnare un punto.

Niente risate, ma critiche, sono piovute lo scorso anno su Alex Rodriguez. Il 31 maggio dello scorso anno, la stella dei New York Yankees si è segnalato anche per un episodio controverso. Nel nono inning della partita vinta 10-5 contro i Toronto Blue Jays, ha urlato nell’orecchio di un avversario, il terza base Howie Clark, lo ha distratto e ha trasformato un’azione innocua in un punto. Non si sa se il giocatore più pagato della Major League abbia gridato solo ”Ah!” o se abbia chiamato la palla con il classico ”Mia!”. ”Ogni tanto funziona, ogni tanto no”, ha detto lui.

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