Pistorius può fare le Olimpiadi

Fonte: Corriere dello Sport

Oscar Pistorius ce l’ha fatta. La sua battaglia per poter partecipare alle Olimpiadi è finita con il parare positivo odierno del Tas: può gareggiare con i normodotati ai Giochi di Pechino, se otterrà il minimo. La richiesta del 21enne sudafricano, campione paralimpico del 2004 ad Atene, era stata bocciata a gennaio dalla Iaaf, la federazione internazionale di atletica. Uno studio compiuto da esperti dell’università di Colonia aveva accertato che la protesi in fibra di carbonio, con cui Pistorius corre, «gli offrono chiari vantaggi meccanici e di conseguenza non può partecipare alle gare che si svolgono sotto l’egida della Iaaf». Pistorius è detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 m piani. Corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio. L’atleta sudafricano è nato a Pretoria con una grave malformazione (non aveva i talloni), per questo motivo all’età di undici mesi gli hanno amputato entrambe le gambe. Negli anni del liceo ha praticato il rugby e la pallanuoto, poi un infortunio lo portò all’atletica leggera, dapprima per motivi di riabilitazione, poi per scelta.

SENTENZA CHE ZITTISCE TUTTI – «Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale». Questa la prima reazione di Oscar Pistorius alla sentenza del Tas che lo riammette alle gare di atletica leggera organizzate dalla Iaaf. «In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilità di competere con i normodotati – ha spiegato il sudafricano – ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi alle Olimpiadi».

IL LEGALE – Il Tas, secondo quanto ha riferito il legale, Marco Consonni, ha annullato la decisione della Iaaf di estromettere Pistorius dalle competizioni per normodotati, riammettendolo con effetto immediato. «La speranza – ha detto Consonni – è di riuscire a guadagnarsi in pista il tempo per correre ai Giochi di Pechino».

UNA VITA PER L’ATLETICA – Alle Paralimpiadi di Atene, all’età di 17 anni, Pistorius vinse il bronzo sui 100 metri e l’oro sui 200, battendo anche atleti amputati singoli più quotati di lui, come gli statunitensi Marlon Shirley e Brian Frasure. Fin dal 2005 ha espresso il desiderio di poter correre coi normodotati alle Olimpiadi di Pechino 2008. La Iaaf il 13 gennaio scorso ha respinto questa richiesta, sostenendo che «un atleta che utilizzi queste protesi ha un vantaggio meccanico dimostrabile (più del 30%) se confrontato con qualcuno che non usi le protesi». A giugno dello scorso anno gli organizzatori del Golden Gala di Roma lo ammisero a competere al Golden Gala tra i normodotati nel gruppo B dei 400 metri e il sudafricano si è piazzato al secondo posto. Pistorius detiene il record del mondo per amputati su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100, 21.58 sui 200 e 46.56 sui 400.

LA SENTENZA – Questi i principali passaggi della sentenza del Tas su Pistorius: «La decisione del Consiglio della Iaaf del 14 gennaio 2008 è revocata con effetto immediato e Oscar Pistorius è eleggibile per gli eventi della Iaaf. Può usare le protesi Ossur Cheetah Flex-Foot, le stesse usate nei test richiesti dalla Iaaf ed esibite nell’udienza presso il Tas. La commissione del Tas ha stabilito che la Iaaf non è riuscita a provare l’infrazione da parte di Pistorius della regola 114.2 (e). Sulla base degli elementi portati da esperti di entrambe le parti, la commissione non si è convinta che ci fossero sufficienti prove di qualsiasi vantaggio metabolico di una persona con due amputazioni che usa le Cheetah Flex-Foot. Inoltre, la commissione del Tas ha considerato che la Iaaf non è riuscita a provare che gli effetti biomeccanici derivanti dall’uso di particolari protesi diano a Pistorius un vantaggio sugli atleti che non le usano. La commissione del Tas ha sottolineato che l’applicazione della sua decisione riguarda solo Oscar Pistorius e solo l’uso di quel tipo di protesi. La commissione non esclude la possibilità che in futuro, con le nuove conoscenze scientifiche, la Iaaf possa riuscire a dimostrare che le protesi Cheetah Flex-Foot diano un vantaggio a Pistorius sugli altri atleti».

OBIETTIVO: MINIMO SUI 400 – Grazie alla sentenza del Tribunale arbitrale dello sport, Oscar Pistorius può tornare a sperare di qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. La gara su cui punta è quella dei 400 metri, in cui ha un personale di 46″46. Nel 2007 ha corso la distanza in 46″56, ma per assicurarsi il viaggio in Cina deve ottenere entro il 23 luglio il tempo di 45″95, vale a dire il minimo B fissato dalla Iaaf. Questo perchè nessun atleta sudafricano è in possesso del minimo A (45″55) e, al momento, neppure del B (fra 2007 e 2008 il migliore è Ofentse Mogawane con un crono di 46″06). Rimane aperta anche l’ipotesi staffetta 4×400. Se il Sudafrica riuscisse a essere tra le sedici nazioni invitate in base ai due migliori risultati del 2007 e del 2008, Pistorius potrebbe essere incluso tra i convocati, visto che in quel caso la scelta degli atleti da portare ai Giochi è a discrezione di ciascun paese.

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