Incontro AIPAC Lazio: "Organizzazione del lavoro individualizzato nella prep. fisica per gli sport di squadra" | Lunedì 17 dic. 2007

Vi informiamo che Lunedì 17 Dicembre 2007, si terrà il nostro prossimo incontro, una tavola rotonda sull'”Organizzazione del lavoro individualizzato nella preparazione fisica per gli sport di squadra”. Appuntamento per le 20.30, presso … (Visualizza tutte le informazione del corso di aggiornamento su Alleniamo.com)

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Via Cagni, Empoli a Malesani | 27.11.2007 – Serie A (Ita)

Gigi Cagni non è più l’allenatore dell’Empoli. Il club toscano ha deciso di esonerare il tecnico che nella passata stagione era riuscito a portare l’Empoli al settimo posto in classifica e a conquistare una storica qualificazione alla Coppa Uefa. Il sostituto dovrebbe essere Alberto Malesani. Anche se manca una comunicazione ufficiale da parte della società, l’esonero di Cagni è certo. Le cause – La decisione è stata già comunicata al tecnico bresciano. Cagni paga una classifica deficitaria che vede l’Empoli a soli dieci punti, al penultimo posto in classifica e le difficoltà che la squadra mostra per andare in gol: solo sette gol fatti e 19 subiti. La decisione dell’esonero contraddice quanto detto dal presidente Fabrizio Corsi, che nel pomeriggio aveva negato la possibilità del taglio del tecnico e, anzi, aveva parlato di conferma e di voci infondate. Fonte: Tiscali.Sport

Inter vs Pergocrema 40 a 0. Re: "Colpiti da improvviso interesse"

Commento assieme a voi sull’argomento in questione postando ciò che scrissi a suo tempo al direttore del Nuovo Calcio.

Buongiorno direttore,
mi chiamo Fabio Lepri, sono un tecnico della scuola calcio Bologna FC 1909 e, come addetto ai lavori, rispondo al “dite la vostra” da lei lanciato nell’articolo relativo allo 0-40 di Pergocrema – Inter letto sul Nuovo Calcio di novembre.
Lasciando da parte l’uso più o meno appropriato che della notizia ne è stato fatto (c’è una stampa nazionale che informa in Italia?…), come addetti ai lavori dobbiamo comunque sottolineare l’accaduto; che il campionato in questione sia insensato ritengo sia un problema secondario nell’analisi della notizia anche se non meno importante. Prima di affrontare il tema regolamenti ritengo che si debba denunciare l’episodio e non mi riferisco all’infelice titolo apparso sul sito dell’Inter, quanto al fatto che tale mossa sbagliata sia stata fatta da chi offre spazio e dedica risorse al mondo giovanile e proprio per questo il tutto non mi risulta molto chiaro.
D’accordo, entriamo nel merito!
Ha fatto male un tecnico preparato come Giuliano Rusca a lasciar giocare i suoi bambini con compagini distanti anni luce dalla sua? Si!
Dato che l’Inter avendo creato un sistema di scuole calcio a quell’età può schierare evidentemente un’elite.
Ha senso che le grandi squadre giochino in gironi differenti e non si confrontino tra loro in partite vere? No, non ha senso, non andava fatto, ma spetta in primo a noi addetti ai lavori far si che ciò non si verifichi e sempre a noi spetta il compito di individuare delle soluzioni adeguate al “problema” (mi risulta che altri grandi club in Europa organizzino dei campionati interni proprio per ovviare a ciò).
Ma la sua domanda aveva una premessa più importante che richiama il fatto che si sta parlando di bambini iperselezionati.
Rispondo quindi alla sua domanda con una contro domanda: è giusto “iperselezionare” a quest’età?
E’ il caso che un istruttore si debba inventare degli artifizi per complicare la vita ai propri giocatori in modo che il risultato non leda la sensibilità degli adulti che assistono alla partita o ne vengono a conoscenza?
Visto che l’errore è a monte, la domanda non è molto pertinente, ma rispondo comunque che fa parte del nostro ruolo prodigarsi affinché una partita non finisca 40, 30, 20, 10 a 0. Non tanto per la sensibilità dei genitori quanto piuttosto per quella dei bambini i quali, è vero, sanno benissimo chi è più o meno bravo, e sono assolutamente in grado di discernere, ma è altrettanto vero che, se lasciati decidere da soli, organizzerebbero delle sfide equilibrate per il gusto del loro giocare. Nelle eterne sfide a pallone con gli amici di infanzia, quando le squadre le facevano i più forti su consenso di tutti, dopo il rituale della “conta” se durante la partita il divario era eccessivo, si correva ai ripari proprio per il piacere che la sfida potesse essere vera sfida, vera partita.
E’ importante informare in merito all’attività del settore giovanile, con le dovute attenzioni, o è meglio negare la realtà e i risultati delle partite?
Informiamo, denunciamo, cerchiamo di fare in modo, nel limite del possibile, che le disparità, che chiaramente esisteranno sempre, vengano vissute in modo sereno da tutti. Facciamo cultura sportiva!

Una società professionistica con allenatori e dirigenti preparati e competenti ha fatto degli errori deprecabili.
Non ha messo i propri bimbi nelle condizioni di confrontarsi con pari livello (carta dei diritti del bambino).
A quanto pare non sono stati neppure in grado di ovviare alla situazione concordando con i colleghi del Pergocrema una diversa modalità di svolgimento della partita.
Il Pergocrema poteva giocare con qualche bimbo in più?
Potevano mischiare le formazioni?
Il dirigente arbitro poteva creare, inventare le condizioni affinché anche i bimbi del Pergocrema potessero fare gol?
Il risultato ci dice chiaramente che non è stato provato, inventato, creato nulla di tutto ciò.
In questi casi il regolamento non serve a nulla, spetta a noi adulti avere coscienza, consapevolezza e capacità di gestire una situazione poco educativa.
Se è vero, come ho appreso da vari siti, che il “terzo tempo” è finito a reti inviolate, abbiamo anche la prova che qualche cosa si poteva e doveva fare!!!
Non era neppure la prima partita di campionato per i pulcini regionali dell’Inter che infatti avevano già giocato altre gare finite con punteggi ugualmente poco “educativi”.
Credo sia d’accordo con me nel dire che spetta a noi allenatori prendersi la responsabilità della gestione di tali situazioni. I tecnici dell’Inter non l’hanno fatto e anche il signor Samaden, se le frasi riportate su vari siti di famosi quotidiani sportivi e non, sono veritiere, non è stato affatto credibile nel prendere le difese dei propri tecnici dalle critiche piovute.
Non è mia intenzione infierire sui tecnici dell’Inter, tuttavia penso sia giusto sottolineare l’accaduto e dargli un certo risalto proprio perché un cattivo esempio viene dall’”alto”.

Gli addetti ai lavori sanno benissimo che molto frequentemente si verificano episodi e situazioni ancora più gravi di questo.
Perché succedono tali fatti?
Perché il calcio giovanile non naviga in buone acque?
Perché in provincia di Pesaro Urbino sono costretti a fermare un campionato provinciale giovanissimi per mancanza di arbitri?
Lasciando da parte la retorica, evitando di fare paragoni con i mali che affliggono la nostra società e senza scomodare i signori del settore giovanile scolastico, prendiamoci semplicemente la responsabilità dell’importante ruolo che ricopriamo: l’allenatore.
Nel settore giovanile e nella scuola calcio in particolare tale ruolo ha una rilevanza tale da meritare una particolare attenzione in primis dagli allenatori stessi.
Uno degli strumenti che ogni allenatore deve conoscere ed avere con sé è sicuramente il comunicato ufficiale n°1. Una elevata percentuale di tecnici non ne conosce i contenuti ed un’altrettanto elevato numero non ne conosce l’esistenza, poco male a parere mio; non crede anche lei che un comunicato che regoli in maniera così capillare e rigorosa l’attività a 360° di tutte le categorie, sia la prova di quanta poca cultura sportiva ci sia nel nostro paese?
Facciamo un esempio per capire meglio.
In Svezia non sono previste penali, provvedimenti e quindi regolamenti per un parlamentare che non si presenti ad una seduta in parlamento. Questo perché nella cultura politica svedese l’importanza di presenziare la seduta parlamentare passa in secondo piano solo a gravi e giustificati motivi che, proprio perché gravi e giustificati, non necessitano di regolamentazione, ma solo del buon senso di tutti.
In Italia…
Il comunicato ufficiale n° 1 è il termometro della nostra cultura sportiva.
Il campionato esordienti Fair Play è stato il primo passo verso la certificazione della nostra ignoranza in materia.
Siccome molti allenatori nelle gare della categoria esordienti non facevano prendere parte alla partita tutti gli effettivi, rilevata tale situazione si è pensato di creare una regola che imponesse il Fair Play al fine di ovviare alla deficienza rilevata.
E’ un po’ come quando, afflitti da emicrania prendiamo un analgesico che ci permette di alleviare il mal di testa. Abbiamo risolto momentaneamente il problema, ma non siamo andati alla radice, anzi abbiamo soffocato e nascosto il male fino alla prossima manifestazione. Ciò ci indurrà a prestare un’attenzione diversa al problema, quindi andremo dal medico che ci prescriverà nella migliore delle ipotesi una serie di indagini diagnostiche. Scopriremo così ad esempio che l’emicrania è dovuta ad una eccessiva tensione dei muscoli del tratto cervicale.
Il medico ora prescriverà delle terapie per allentare tale tensione, il dolore effettivamente diminuirà e scomparirà tranne ripresentarsi dopo qualche mese più o meno con gli stessi sintomi a seconda dei casi.
Cosa succede ora?
Vari scenari:
o Il signor Bianchi darà la colpa al medico curante ed al terapista incolpandoli di non essere stati in grado di curarlo. In seguito a ciò inizierà a consultare una serie di medici, professionisti, maghi e stregoni che possano liberarlo da questo dolore.
o Il signor Bianchi, sempre più “depresso” comincerà a pensare di dover convivere con questo dolore per il resto della sua vita e incurvando collo e spalle si piegherà inerte alla cattiva sorte.
o Il signor Bianchi tornerà dal medico curante che dopo avere attentamente valutato il tutto, certo della propria diagnosi e sorpreso che la cura non abbia dato gli effetti desiderati, consiglierà al malcapitato Bianchi di provare a cambiare lavoro in quanto fare l’imbianchino (pittore edile) per il suo collo e le sue spalle è troppo pesante.
o Il signor Bianchi comincerà a conoscere meglio il proprio dolore, che si presenta quando è troppo sotto pressione, quando lavora troppo e se non prende le adeguate precauzioni (materiali, tecnica e metodo di lavoro). Consapevole di ciò comincerà a prendersi la responsabilità del proprio dolore, modificherà non senza disagio le proprie abitudini di vita, si farà aiutare dal terapista che comunque l’aveva portato a stare meglio e lentamente quel dolore si attenuerà fino a scomparire. Il signor Bianchi d’ora in poi troverà anche il tempo per dedicarsi un meritato riposo e la domenica con la famiglia correrà allo stadio ad incitare la propria squadra e si accorgerà che questo allevierà ulteriormente le proprie tensioni.

Grazie per la cortese attenzione.
Distinti saluti.

Fabio Lepri

Seminario di aggiornamento AIAC/ST a Coverciano |  Lunedì 03 dicembre 2007

AIAC in collaborazione con il Settore Tecnico FIGC organizza per il giorno 3 Dicembre p.v. (lunedì) presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano in Firenze un Seminario di aggiornamento AIAC/ Settore Tecnico con attribuzione di credito formativo di 1 punto. Tema del Seminario: “La formazione del giovane calciatore”
Le lezioni saranno tenute dai docenti … (Visualizza tutte le informazione del corso di aggiornamento su Alleniamo.com)

Inter vs Pergocrema 40 a 0. Re: "Colti da improvviso interesse"

Il collega svizzero propone una soluzione interessante che si potrebbe adottare per risultati del genere, anche in Italia.
Però vorrei sottolineare l’assoluto silenzio degli organi sportivi sulla questione. Solo il Nuovo Calcio, con l’editoriale di Michele Di Cesare dal titolo “Colti da improvviso interesse”nr. 178 di novembre 2007, ha affrontato la questione: è giusto fermarsi o bisogna giocare e segnare sino alla fine? La linea del Direttore, a mio parere, appare in evidente conflitto di interesse. Si scaglia con quelli che parlano e criticano (tipo i giornalisti de La Stampa e de La Repubblica con gli articoli riportati nel Blog) gli stessi che spesso tralasciano, a suo parere, i veri problemi dei Settori Giovanili che sono ben altri rispetto a risultati così eclatanti. ” … dovrebbero parlare chi realmente opera nel settore ..”
Bene, io opero realmente nel settore e raccolgo l’invito. Per accompagnare i ragazzi la domenica a giocare mi alzo alle 5 del mattino, devo prendere un traghetto, a volte devo caricarne in macchina qualcuno in più perchè gli accompagnatori sono pochi o vanno a caccia. Ma c’è la partita, come faccio a lasciare in banchina un ragazzo. E poi lascerei a terra chi? Quello meno bravo, quello che magari non solo non inciderà sul risultato, ma quello che farà meno danni? (queste sono le scelte …) Agli allenamenti gonfio i palloni, pochi e spelacchiati, distribuisco pettorine che i ragazzi lavano a casa. Ci inventiamo improbaboli ostacoli, cinesini e sagome. Dividiamo il campo con altre tre squadre e nelle pause i ragazzi, dal loro zainetto, prendono la loro acqua per dissetarsi. Ho facoltà a dire la mia e a prendere distanza su quel risultato?
Se si, allora egregio Direttore Di Cesare le dico che in passato il suo giornale prendeva le distanze su simili episodi, forse aveva meno collaboratori dell’Inter. Avrebbe proposto soluzioni come quelle del collega svizzero. Tutti possono sbagliare, anche quelli dell’Inter ed anche un maestro come Giuliano Rusca, ci mancherebbe. Ma non andiamo in discorsi di psicologia infantile, per favore, tipo quella “ … a quell’età i bambini non hanno il senso della misura “ … oppure quella “ … la vita in qualunque campo ci porta ad un confronto .. “. Ma per favore!
Dopo dieci goal, quando è assolutamente evidente la disparità delle forze, noi allenatori dilettanti, quelli che si mettono lo scrupolo di lasciare un bambino a terra, facciamo uscire dal campo i più bravi e ci fermiamo. A prescindere da tutto. Ma noi siamo dilettanti e loro ci fanno un sacco di disegnini e schemi sul suo giornale …, tante ricette per essere invincibili. Se ne avevo facoltà, Direttore, la ringrazio per la attenzione.
Fabrizio MURGIA, Allenatore di Base UEFA B
(Lettera inviata alla redazione de “Il Nuovo Calcio” con preghiera di pubblicazione)

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Un materano a Londra

Approfondimento di Giulia Corda pubblicato sul sito Uefa.com
I suoi predecessori sono stati Gianluca Vialli, Claudio Ranieri e Attilio Lombardo. Dopo un anno di inattività, Luigi De Canio è tornato ad allenare e ha scelto l’Inghilterra per rilanciare la sua carriera. La scommessa del tecnico di Matera è riuscire a salvare il Queens Park Rangers FC, ex nobile d’oltremanica oggi sprofondata nei bassifondi della Championship (l’equivalente della serie B italiana).
Concorrenza italiana
De Canio, 50 anni, ha superato la concorrenza del connazionale Francesco Guidolin (lo scorso anno all’US Città di Palermo) e ha sottoscritto un contratto triennale con la squadra londinese. “Sono entusiasta di questa fantastica opportunità, sarà un onore”, le sue prime parole da allenatore del QPR, “Non vedo l’ora di lavorare con i giocatori”. L’esordio è stato positivo: un successo casalingo per 2-0 contro l’Hull City AFC. Ma tre giorni dopo, sempre a Loftus Road, è arrivata la prima sconfitta contro il Coventry City FC.
IdeeIl tecnico ha commentato con filosofia il gol a tempo scaduto di Kvein Kyle, che ha condannato la sua squadra. “Quando si perde non è mai bello e in particolare negli ultimi minuti è ancora più difficile da accettare, ma questo è il calcio”, ha spiegato, “La mia principale priorità è tirare fuori la squadra dalla situazione in cui si trova, per questo ho delle idee per scalare la classifica”. Attualmente il QPR si trova al ventunesimo posto, con appena un punto in più rispetto alla zona retrocessione.
La nuova società
La società è stata appena rilevata da una nuova cordata, guidata dai magnati della Formula Uno Flavio Briatore e Bernie Ecclestone, che aveva espressamente indicato di volere affidare a un italiano la guida tecnica della squadra. “De Canio è pienamente consapevole degli elevati standard e obiettivi che la nuova dirigenza ha fissato per il futuro della squadra”, ha dichiarato il presidente Gianni Paladini, “La società sta attraversando una fase di totale ristrutturazione e per noi la nomina di Luigi De Canio è il primo passo importante nell’ottica della nostra strategia di lungo termine”.
La carriera
Prima di arrivare a Londra, De Canio ha guidato l’AC Siena con cui ha conquistato due salvezze consecutive: nel 2004/05 quando è subentrato in corsa a Luigi Simoni, nel 2005/06 quando è rimasto sulla panchina dei toscani per tutta la stagione. A Siena il tecnico era già stato nel 1995/96, in C1, dopo gli inizi con il Pisticci (dilettanti) e l’FC Savoia 1908. L’esordio in serie A è avvenuto nel 1999/2000 sulla panchina dell’Udinese Calcio, con cui ha raggiunto l’ottavo posto. Ha allenato inoltre SSC Napoli, Reggina Calcio e Genoa CFC.
Problema lingua
Oltre all’ambientamento, uno degli scogli che De Canio dovrà superare in fretta sarà quello della lingua: il neo tecnico del QPR sta attualmente sfruttando come interprete Marc Nygaard, attaccante danese che in Italia ha giocato dal 2003 al 2005 con Brescia Calcio, Calcio Catania e Vicenza Calcio. “Mi dispiace non riuscire a parlare in inglese, sto imparando, ma il calcio ha un linguaggio universale”, si è quasi giustificato l’allenatore.
Nessuna rivoluzione
De Canio ha portato con sé a Loftus Road i collaboratori Paolo Pavese, Luri Bartoli e Filippo Orlando e la società gli ha messo a disposizione Scott Sinclair e Rowan Vine, arrivati in prestito rispettivamente da Chelsea FC e Birmingham FC. Ma il neo-manager ha chiarito che per ora non ci saranno sconvolgimenti. “Voglio lavorare con questo gruppo di calciatori, ne sono soddisfatto. Non ci saranno rivoluzioni”, ha spiegato, “La Championship è un ottimo campionato con ottime squadre e ne apprezzo il livello tecnico”. Società e tifosi sperano però che la rivoluzione ci sia nei risultati…

Libri di calcio:"Umbria goal 2007


Il sito del C.R. F.I.G.C. LND Umbria comunica l’uscita del libro sui numeri del calcio dilettantistico umbro che proponiamo e segnaliamo volentieri.
Il Libro
DATI GENERALI
Classifiche, reti realizzate, reti subite, risultati con specifiche delle gare vinte, pareggiate e perse, espulsioni, ammonizioni, statistiche e altre curiosità sono il contenuto del testo pratico da sfogliare e da consultare suddiviso per i vari campionati di appartenenza che si distinguerà per la sua assoluta affidabilità e completezza.
CONSULTAZIONE
La consultazione dei dati contenuti nell’annuario è semplice e rapida in quanto suddivisa per categorie dei vari campionati ed è facilitata dalla colorazione delle varie sezioni.
Qui sotto trovate alcune delle sezioni e le relative pagine:
SQUADRE
Quasi 200 sono le squadre monitorate quelle di Eccellenza, Promozione, Prima Categoria, Seconda Categoria e Calcio Femminile di Serie C, con indirizzi, colori sociali, numero di matricola e quadri dirigenziali.
GIOCATORI
Migliaia sono i giocatori elencati per squadra di appartenenza con data di nascita, vedi l’importanza dei “fuori quota”, presenze, ammonizioni ed espulsioni subite, le reti realizzate e le sostituzioni.
ALLENATORI
Il nominativo di tutti gli allenatori della nostra regione ed il loro “status”: occupati, esonerati, subentrati e disoccupati.
ARBITRI
Tutte le gare dirette dai “fischietti Umbri”, i rigori concessi, le espulsioni e le ammonizioni comminate. Il loro score negli arbitraggi interni ed esterni. STATISTICHE
Tutte le statistiche di fine campionato con riferimento alle reti realizzate in casa ed in trasferta, all’età media dei giocatori, al numero dei giocatori utilizzati per squadra.
RINGRAZIAMENTI
Si ringraziano tutti coloro che hanno dato il loro apporto per la realizzazione del presente volume in particolar modo il Comitato Regionale Umbria F.I.G.C. e l’A.I.A.C. Gruppo Regionale Umbro per la loro disponibilità e collaborazione.
UMBRIA GOAL 2007 – Acquisto
ACQUISTAMI ON-LINE:
Il volume può essere acquistato on-line. Effettua il pagamento tramite bollettino postale sul c/c n. 82373135 intestato a UMBRIA GOAL PROMOTION (causale Libro “Umbria Goal 2007”) per l’importo di € 15,00 (prezzo di copertina) senza ulteriori spese di spedizione che resteranno a nostro carico.
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