‘Combattere il doping’

Articolo pubblicato nel sito UEFA

Le squadre finaliste a UEFA EURO 2008TM hanno firmato una Carta Anti-Doping innovativa che apre agli esami del sangue per i giocatori per la prima volta. I rappresentanti della associazioni nazionali delle 16 squadre partecipanti, hanno firmato l’atto a Vienna durante il workshop dedicato alle finaliste, permettendo l’esame incorciato sangue-urine per circa 300 test prima e durante il prossimo torneo in Austria e Svizzera.

Misure precise
Le nuove misure precise permetteranno l’individuazione delle sostanze proibite, inclusa l’EPO, mentre una nuova tecnica per individuare l’ormone della crescita verrà usata per la prima volta. Gli esperti riusciranno anche a stabilire se il sangue di un atleta è stato manipolato tramite trasfusione. “Quello che succede oggi è un segnale forte delle federazioni che supportano la lotta al doping nel calcio”, ha detto il Presidente della UEFA Michel Platini prima della cerimonia per la firma che si è tenuta all’Ernst-Happel-Stadion, che ospiterà la finale dell’EURO il 19 giugno.

Procedura
Questa carta dà il via a un minimo di 160 controlli che le finaliste sosterranno ancora prima del cacio d’inizio. Gli esami saranno a sorpresa almeno in una occasione, sia nelle fasi iniziali della preparazione oppure una volta che le nazionali si saranno stabilite nelle proprie basi in Austria e Svizzera prima della gara d’apertura del 7 giugno. I 12 Funzionari del Controllo Doping UEFA (DCOs) condurranno i test prima di inviare i campioni al laboratorio austriaco di Seibersdorf sostenuto dalla WADA, e i risultati saranno inoltrati alla UEFA prima della gara iniziale tre la Svizzera e la Repubblica Ceca che si giocherà a Basilea.

‘Proteggere l’integrità’
“Come organizzazione internazionale indipendente responsabile di coordinare e monitorare la lotta globale al doping nello sport, la WADA è lieta che la UEFA abbia messo in piedi per questo evento un programma anti-doping che rispetta tutti i requisiti del Programma Mondiale Anti-Doping”, ha detto il rappresentante della WADA rnonché Segretario di Stato Portoghese per lo Sport, Laurentino Dias. “La WADA è impaziente di continuare la cooperazione fruttuosa con la UEFA e con gli altri membri della fimiglia del calcio in vista di questo grande evento e oltre, per proteggere l’integrità e l’onestà di questo sport e per garantire uno sport libero dal doping”.

Test pre-gara
Ulteriori 124 test verranno condotti durante le 31 gare del torneo, con due giocatori di ogni squadra che verranno accompagnati al controllo doping per lasciare i loro campioni subito dopo il fischio finale. Il laboratorio approvato dall WADA a Losanna lavorerà costantemente durante il torneo, e analizzerà tutti i campioni entro 48 ore, quindi la UEFA riceverà la notifica dei risultati prima della gara seguente della nazionale in questione. La UEFA lavorerà poi a stretto contatto con le Organizzazioni Nazionali Antidoping (NADOs) di Austria e Svizzera durante il torneo. Le due organizzazioni NADOs metteranno a disposizione accompagnatori esperti per condurre ogni giocatore direttamente al controllo anti-doping.

Alleniamo.com per il Pangea Day

A Lanciano è l’allenatore a pagare il ritiro

Articolo di Rocco Coletti pubblicato da “Il Centro

La squadra al lavoro a Roma fino a domani, sarà Moriero a far fronte alle spese Sarà Francesco Moriero a pagare le spese del ritiro che il Lanciano sta svolgendo a Roma, all’hotel Quadrifoglio. Sì, l’allenatore metterà mano al portafogli al posto della società. Accade anche questo nella travagliatissima stagione rossonera. La notizia è stata confermata ieri dall’amministratore Andrea Colantonio. Quindi, non saranno i giocatori ad autotassarsi bensì il tecnico che ha voluto il ritiro per preparare meglio la sfida di lunedì sera, al Biondi, contro la capolista Salernitana.
«Ho parlato con Moriero e gli ho detto che la società non ha i soldi per sostenere questa spesa. Lui mi ha detto che avrebbe provveduto personalmente e io non ho potuto fare altro che ringraziarlo. E’ un regalo che Moriero ha voluto fare al Lanciano», ha detto l’amministratore del club rossonero che ha aggiunto: «Ho relazionato il giudice della richiesta fatta dai soci nell’assemblea di martedì sera, quella di rinviare di trenta giorni la comunicazione del mancato ripianamento delle perdite al registro delle imprese. E il giudice mi ha dato parere favorevole».
Che cosa accadrà nel frattempo? «Spero ci siano dei versamenti. Al di là delle contestazioni, la sostanza resta quella: mancano i fondi. Utilizzerò i soldi arrivati dalla Lega per pagare i giocatori la mensilità di novembre, nonostante i soci (di minoranza, ndr) mi abbiano chiesto di accantonare i soldi per fronteggiare le istanze di fallimento». Mercoledì, dopo il rinvio dei giorni scorsi, saranno discusse davanti al giudice del tribunale di Lanciano, Paola De Nisco. Giovedì, invece, è in programma l’udienza per l’assegnazione del 90% delle quote, prima sequestrate e poi pignorate a Patrizia Bernardi Patrizi. Compariranno le parti, ovvero i rappresentanti della moglie di Paolo Di Stanislao e dei tre ex soci che hanno avviato l’azione per recuperare il credito, Riccardo Angelucci, Ida Lio e Mario La Pietra. Va detto, però, che nell’udienza del 13 marzo non ci sarà l’assegnazione vera e propria, dal momento che prima dovranno essere valutate le quote da un consulente del tribunale.
La squadra, nel frattempo, è a Roma da ieri. Ci rimarrà fino a domani sera. Il centrocampista Vicedomini è andato a curarsi a Lecce e lunedì sera non ci sarà; Pintori è rimasto in città per seguire un programma differenziato. «E’ un momento importante della stagione», ha detto l’allenatore Francesco Moriero, «e non voglio lasciare nulla di intentato. Siamo in ritiro adesso e ci andremo anche la settimana prossima per preparare la trasferta di Taranto. Nei giorni scorsi, i tifosi ci hanno dato dei soldi frutto di una colletta in città. Abbiamo un fondo casa di 2.500 euro. Utilizzeremo anche quelli per pagare le spese. E’ fondamentale battere la Salernitana, anche per annullare l’handicap in classifica dei due punti di penalizzazione. Noi vogliamo salvarci».

C’era una volta Orrico da Volpara

Articolo di Alessandra Vivoli pubblicata da “Il Tirreno

In vendita la sua storica villa: «Costa troppo, non ho soldi per mantenerla»
Vivo con uno stipendio da operaio, e questo mi fa essere in sintonia con il partito che ho sempre votato fin da ragazzo.
Via da Volpara. E’ la fine di un’epoca. Corrado Orrico annuncia di aver messo in vendita la sua villa sulle colline massesi: «Non posso più mantenerla».
È in vendita il buen ritiro che ha scandito la sua ascesa calcistica, passo dopo passo. E che lo ha accompagnato (quel Volpara “appiccicato” al suo nome e cognome) come segno distintivo, perenne ricordo delle sue origini, del suo amore per la vita semplice, e per la quiete necessaria alla lettura, sua compagna di vita assieme alla filosofia.
Con lui Volpara, una località che non si trova certo sulle cartine ma che i massesi conoscono bene, sono loro, infatti, che hanno coniato quel termine per indicare un luogo sperduto, frequentato giusto dalle volpi, conobbe l’onore delle cronache nazionali. Fu Gianni Brera per primo, durante breve stagione di Orrico all’Inter (siamo negli anni 1991-92) a soprannominarlo «il maestro di Volpara».
E così è stato allora: il tecnico di Volpara. Nei giornali e nelle televisioni, da quelle blasonate, dei mesi in nerazzurro, in serie A a Udine e in B con la Lucchese, fino alla sua ultima esperienza (l’ottava) alla guida della Carrarese, in serie C2, la città che dalla sua villona gialla in Volpara dista solo una manciata di chilometri, e alla quale, forse più di tutte ha legato il suo destino. Qui ha inventato la gabbia: «Perché da ragazzo mi ero innamorato dei gabbioni su cui si giocava a pallone sulla riviera livornese» e ha forgiato quello che insieme a Lothar Mattheus considera il più grande atleta che abbia mai allenato, Marco Cacciatori. «Ho conosciuto il mister a 16 anni, mi ha fatto crescere come calciatore e come uomo. Non è così severo come lo dipingono, fa il duro per la squadra» dice di lui l’attaccante che ha conosciuto la platea di serie A con il Perugia ma al quale una brutta malattia ha messo un ostacolo serio fra lui e la grande fama.
La Carrarese, l’Inter, i compagni di viaggio e la sua Volpara. Corrado Orrico è tutto questo ma quello di oggi è un soprattutto un uomo sereno che si definisce, senza troppi giri di parole: «un allenatore disoccupato, tante volte me ne sono andato io, altrettante mi hanno cacciato».
L’uomo che ha saputo sbattere la porta della società nerazzurra e andarsene presentando le dimissioni (e rinunciando così a riscuotere ugualmente uno stipendio milionario) oggi - dopo essersi dimesso lo scorso anno anche dalla panchina della Carrarese - vive, come dice lui: «con uno stipendio da operaio, ma da operaio specializzato e questo mi fa essere più in sintonia con il partito che ho sempre votato, fin da ragazzo». Dei soldi, tanti, dei periodi d’oro, rimpiange solo il fatto che «con il denaro si possono acquistare molti libri. Per il resto - dice - ho poche esigenze, quello che mangio me lo coltivo da solo». Dai campi di calcio a quelli coltivati, senza fare una piega. Ma con una speranza: «Il calcio ha bisogno di ripartire da zero, arriverà qualcuno, ma non scomodiamo i profeti, che farà riscoprire la semplicità di questo gioco. La centralità del pallone».
E l’allenatore filosofo che si riconosce come unico pregio «la coerenza» e come peggior difetto «la presunzione» si lascia andare solo quando parla del suo calcio, quello di quando era un ragazzino: «Se uno aveva talento si diceva, quello non fa vedere la palla. Una frase semplice che racchiude tutta la magia del calcio».

Un motivatore per le giovanili

Articolo pubblicato dal quotidiano “La Città

La Salernitana ha chiamato il motivatore. S’è rivolta al professore Aldo Matano, psicologo sportivo, perché suggerisse agli atleti un corretto approccio al calcio. «Questo sport è la riproduzione, in piccolo, della nostra societá e delle sue regole, la legalitá su tutte. L’uomo è veramente tale quando gioca al calcio. In campo tira fuori pregi e difetti: chiusura mentale, generositá, solidarietá e spirito di sacrificio, aviditá, creativitá, fantasia», ha spiegato l’esperto. Matano a chi ha parlato? Lo psicologo sportivo non è stato chiamato da Brini, tecnico nuovo di una squadra di professionisti in crisi di gioco e risultati. La terapia è stata prescritta da Grassadonia, allenatore della Berretti, capolista felice. «Non ho mai avuto un motivatore da calciatore - ha spiegato - ma ho conosciuto il professore Matano al corso per allenatori. I ragazzi facciano la mia stessa esperienza».
Presenti anche il responsabile del settore giovanile, D’Angelo, il tecnico dei Mini-Allievi, Gigante. Acquisito il primato, la Salernitana giovanile lo consolida lavorando sui cervelli dei virgulti. Ieri, prima “seduta” al Volpe. Berretti e Mini-Allievi riunite nel fazzoletto di prato lato spogliatoi. «Ragazzi, c’è una sorpresa per voi - ha esordito Grassadonia - vi presento lo psicologo». «E per chi è? C’è qualche compagno che sta male?», ha scherzato qualche giovanotto. Dubbi subito fugati. Matano ha lanciato input. «Non si cresce senza la volontá di vivere la propria abilitá in funzione degli altri - ha detto ai ragazzi - che c’entrano psicologia e terapia motivazionale col calcio? Se lo chiedeva pure la Figc, tanti anni fa. Poi negli anni ’60 l’Inter prese il “mago”, il tecnico Helenio Herrera. Sui muri dello spogliatoio scriveva che la vittoria fosse la somma di coraggio, amicizia e preparazione. Prima del match, faceva fare un giuramento sul pallone. Herrera era, a proprio modo, motivatore. In quegli anni, su sponda Milan, Rivera aveva un consigliere spirituale, Padre Eligio Gelmini. Rivera sperimentò serenitá dopo una serie di colloqui. Chiese a Padre Eligio di diventare il consigliere spirituale di tutta la squadra. Uno “psicologo” non istituzionalmente riconosciuto eppure prezioso. A tal punto da diventare il cappellano del grande Milan di Rivera e di Nereo Rocco»

Donatelli allena il Miglianico da un letto dell’ospedale

Articolo pubblicato dal Centro a cura di Rocco Coletti

Giuseppe Donatelli, come sta?
«Bene, grazie. Anche se mi trovo in ospedale, godo di buona salute».
Quando lascerà il reparto di cardiologia a Pescara?
«Spero presto, forse lunedì (domani, ndr)».
Tornerà subito al campo?
«Fosse per me non esiterei un attimo, ma dovrò ascoltare i consigli dei medici. Poi, vedremo che cosa fare».
Nel frattempo il suo Miglianico gioca a Chieti.
«E’ la terza partita che salto. E’ da una settimana che sono qui, in ospedale. Da una parte c’è la gioia per aver intercettato in tempo un problema di salute, dall’altra il rammarico per non aver potuto seguire da vicino la squadra».
E’ vero che fa l’allenatore dall’ospedale?
«Diciamo di sì, mi aiutano molto i ragazzi e i collaboratori. Sono sempre in contatto con il direttore sportivo Tacconelli e con il preparatore atletico Cieri che porta avanti il lavoro settimanale. E poi mi sento anche con i ragazzi che, tra l’altro, sono venuti a trovarmi in ospedale».
E’ lei che fa la formazione?
«In pratica sì. Vengo ragguagliato del lavoro svolti e cerco di decidere di conseguenza».
Non sta andando granché bene, dal momento che la squadra è uscita dalla zona play off.
«Ma sia domenica scorsa all’Aquila che mercoledì, in casa, contro il Notaresco il Miglianico ha giocato bene e meritava molto di più. Non ci sta girando bene. Ma sono certo che il vento cambierà, fermo restando che comunque stiamo disputando un bel campionato».
Contro il Chieti squadra al completo?
«Praticamente sì, anche se l’attaccante Del Gallo è tornato ad allenarsi da poco dopo una lunga inattività dovuta a problemi muscolari. Vedremo».
Ma almeno le fanno vedere la televisione?
«Soltanto da un paio di giorni, ma c’è Tacconelli che mi ha riferito tutto sulla squadra e su come ha giocato».
In bocca al lupo!
«Crepi. Spero di tornare presto in mezzo al campo».

Arbitro «smascherato» dalla tv e sospeso a tempo indeterminato

Articolo pubblicato da “La Nuova Sardegna” il 18.01.2008

Roberto Coni, l’arbitro che aveva diretto il match tra Tharros e Asseminese lo scorso mese di novembre, è stato sospeso per un periodo di tempo non definito dall’Associazione italiana arbitri. L’arbitro aveva inserito nel referto una serie di rilievi che avevano fatto scattare la squalifica per due turni per il campo oristanese e altre squalifiche di diversa durata per il tecnico della Tharros Frongia e i giocatori della squadra oristanese Alessio Sperandio e Stefano Arru.
L’arbitro aveva dichiarato di essere stato colpito da un pugno ed essere stato strattonato all’uscita dagli spogliatoi. Le immagini di un’emittente locale, Super Tv, avevano però smentito clamorosamente il racconto del direttore di gara ed erano state inserite in un ricorso che la Tharros aveva presentato agli organi federali.
Di quella partita si ricordano bene giocatori, dirigenti e tifosi della Tharros: dopo la sconfitta, anche per alcune contestate decisioni arbitrali, il direttore di gara, all’uscita degli spogliatoi, era stato accompagnato da applausi di scherno, riportati dalle cronache e dalle immagini della tv oristanese. Ma nel referto era apparsa una realtà ben differente: «Dopo che, per quasi tutta la gara, i sostenitori della squadra avevano rivolto all’arbitro continue ingiurie e minacce, al termine i medesimi sostenitori lo facevano oggetto del lancio di sassi, cagionandogli un ematoma ad una gamba; poco dopo lo stesso arbitro veniva raggiunto da un pugno alla schiena, di violenza tale da procurargli un livido. Infine, mentre egli usciva dall’impianto sportivo a bordo della sua autovettura, questa veniva circondata, sballottata e danneggiata. Si fa obbligo di rifusione delle eventuali spese sanitarie e di risarcimento dei danni causati all’autoveicolo».
Il ricorso della Tharros contro le squalifiche, corredato dalle immagini di Super Tv, in un primo momento sembrava essere caduto nel nulla. Invece l’Aia ha preso dei provvedimenti contro l’arbitro Coni, anche se nessuna comunicazione ufficiale in proposito è stata diffusa.

"Siamo i soliti parolai"

Nel Blog degli amici della Polisportiva Imolese, squadra partecipante al campionato di Terza Categoria, è pubblicato lo sfogo dell’Allenatore che accusa i suoi ragazzi di poca serietà durante la pausa per le feste di Natale.
Ringraziamo la Polisportiva Sesto Imolese e invitiamo i nostri amici a visitare e magari lasciare un commento nel loro blog.
Siamo i soliti parolai
“Tante belle parole poco prima della sosta. Tanti buoni propositi per fare un gran bel girone di ritorno. Ci alleniamo bene durante la pausa poi facciamo vedere a tutti di che pasta siamo fatti. Memore di altri anni in cui con un sacco di allenamenti previsti ci si trovava con presenze al minimo ho deciso di mettere solo 6 allenamenti dal 16 Dicembre al 6 Gennaio chiedendo ovviamente la presenza di tutti per mettere un pò di benzina nelle gambe. La risposta purtroppo è stata pessima come potete vedere qui sotto:

…….. Mauro 0 su 6
…….. Gianluca 0 su 6
…….. Stefano 2 su 6
…….. Massimiliano 3 su 6
…….. Matteo 3 su 6
…….. Massimo 3 su 6
…….. Leo 3 su 6
…….. Luca 3 su 6
…….. Matteo 3 su 6
…….. Federico 4 su 6
…….. Simone 4 su 6
…….. Davide 5 su 6
…….. Matteo 5 su 6
…….. Riccardo 6 su 6
…….. Cleris 6 su 6
…….. Cristian 6 su 6
…….. Alessandro 6 su 6
…….. Marco 6 su 6
In breve metà della rosa ha saltato almeno la metà degli allenamenti. In più si ha il coraggio di brontolare (più o meno scherzosamente) per un ostacolo in più o un minuto di corsa in più. Certo che uno deve avere una bella voglia per stendere un programma per migliorare la condizione fisica (e gettare le basi per il ritorno) quando poi si trova gente che ha saltato tutte le sedute di forza o tutte quelle di resistenza oppure che non dà il 100 % negli esercizi. Potevamo guardarci in faccia e dircelo prima “Vogliamo fare la categoria però con lo spirito degli amatori, poca fatica, un allenamento a settimana fatto di 60 minuti di partitella libera e 30 minuti di cannonate in porta”. Io probabilmente avrei rinunciato in anticipo e vi sarei venuto a vedere la Domenica. Ci può stare tutto ma non facciamo poi i musi lunghi se tra un mese gli altri andranno il doppio e ci suoneranno. Ricordatevi a quel punto che ve lo siete anche cercato in questo periodo. Quindi visto che siete masochisti sappiate di esserlo continuando a martellarvi sui coglioni oppure cercate un inversione di tendenza perchè Domenica gente è già campionato.
Ricordatevi il finale del campionato scorso, qualche sacrificio nella sosta valse bene il filotto delle ultime giornate e l’aria fantastica che si respirava nel nostro spogliatoio. O ve lo siete già dimenticato?”